Giancarlo Tripoli

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Cultura. Libri: Zorba il greco, Nikos Kazantzakis 

Puntualmente ogni anno con l’approssimarsi del Natale mi viene voglia di leggere L’ultima tentazione, di Nikos Kazantzakis.  Vado in libreria, leggo le prime pagine, ammiro la prosa aulica, ma poi c’è sempre qualcosa di più urgente che deve essere letto e compro altro.

Quest’anno si è ripetuta la stessa storia, per pigrizia non mi sono allontanato molto, per nulla, stesso scaffale, stesso autore, il volume vicino, Zorba il greco. È la magia delle librerie. 

Il linguaggio è semplice, la trama lineare.

Protagonisti sono due uomini molto diversi per età e cultura. L’uno è uno studioso, un topo di biblioteca, posseduto dal demone della scrittura, sente talvolta che la vera vita gli stia sfuggendo.

L’altro, Zorba, è un uomo semplice, che ama la vita e l’umanità, è libero, ricerca il piacere, si meraviglia di tutto. Esprime le emozioni più profonde, che la mente non riesce a contenere ed il linguaggio non riesce a rappresentare, suonando e danzando. 

Tra i due nasce una grande amicizia, i loro dialoghi, stimolati dalle semplici domande di Zorba, toccano il senso della vita e ciò che la rende meravigliosa, l’amore, l’amicizia e lo stupore per la bellezza del mondo.

Zorba il greco è un capolavoro, un libro che mi accompagnerà e che rileggerò.

Un libro che andrebbe regalato agli amici di una vita. 

“Un giorno, in un paesello, vidi un vecchio di novant’anni che lavorava a piantare un mandorlo. ‘Ma come, nonno!’ esclamai, ‘Pianti un albero?’ Ed egli, curvo come era, si volse a guardarmi: ‘Figlio mio, io vivo come se non dovessi mai morire!’ dichiarò tranquillo. ‘Io, invece’, gli risposi, ‘tiro avanti come se dovessi morire da in momento all’altro!’ Chi di noi due aveva ragione?

Tacqui. Due sentieri ugualmente ripidi e perigliosi possono condurre alla stessa vetta. Fra l’agire come se la morte non esistesse ed il pensare ad essa senza tregua, non vi è alcuna differenza.” 

“Noi siamo minuscoli bachi, Zorba, minuscoli bachi che strisciano su una fogliolina fra i rami di un albero gigantesco. Questa fogliolina è la terra: le altre foglioline sono gli astri che vediamo nel firmamento durante la notte. …

Alcuni uomini, i più arditi, raggiungono il limitare della foglia. Di là spingono lo sguardo nel caos, rabbrividendo si chiedono quale spaventevole abisso ci si stenda davanti…con il cuore gonfio,  curvi sopra il baratro, tremando, tremano di paura nel corpo e nell’anima.  Da quel momento comincia …Comincia il pericolo,Zorba. Alcuni soffrono di vertigine e delirano. Altri pieni di paura, cercano di trovare una risposta per tranquillizzare il proprio cuore e dicono ‘Dio’.

Altri ancora, dal margine della foglia, contemplano con coraggiosa calma il precipizio e dicono: Mi piace.”