Dopo aver parlato di presenza con l’uomo e ottenuto ciò che gli aveva chiesto, pretendere di più sarebbe stato come inseguire una chimera, Parler va a incontrare l’ex fidanzato di Evetta. Il giovane messo al corrente dal padre, accetta di vedersi col detective in un campo di allenamento di football.

– Randy? –

– Sì; lei è Parker. –

– Sì; posso? –

– Certo. –

Il detective si siede sui gradini del campo sportivo accanto al giovane.

– È la mia passione … sì, il football. Ci ho anche giocato, fin quando non ho subito un infortunio al ginocchio che mi ha impedito di continuare. A lei piace? –

– Il football? Sì! – risponde Parker.

– Ora, non mi è rimasto che guardarlo, o seguire gli atleti mentre si allenano. Mio padre mi ha detto che ha voluto incontrarmi per chiedermi di Evetta. –

– Esatto. –

– Non stiamo più insieme. –

– Lo so. –

– Ma vuole sapere dove può rintracciarla. –

– Sì. Tranquillo, nessuno vuole farle del male, questo è sicuro. –

– Be’, anche volendo non saprei come aiutarla, io e Evetta non ci frequentiamo e non ci sentiamo più. Non saprei dove indirizzarla. È una brava ragazza, ma … molto strana. –

– Perché? –

– Ha qualcosa in testa … dei pensieri che l’assillano continuamente. –

– E chi non ne ha. –

– So a cosa si riferisce, alla terribile perdita del padre, me l’ha raccontato. Ma sono passati parecchi anni, anche se a volte è difficile dimenticare. Ecco, non lo so, è come se fosse inseguita … o inseguisse il diavolo. –

– Addirittura! –

– Sì, è questa l’impressione che ho avuto. Magari mi sbaglierò. –

– O magari no. –

– In alcuni momenti provavo pietà e in altri … paura. Desideravo che si aprisse con me, ma poi ho capito che non l’avrebbe fatto mai, né con me né con nessun altro. Una cosa è certa, lei non chiede compassione né tantomeno essere aiutata. È sfuggevole come l’aria … non sai mai in che direzione vada. Faccio fatica a pensare che possa esserci qualcuno che abbia ingaggiato un investigatore privato per trovarla. Se lo sapesse lei, non so come reagirebbe. –

– Forse, finalmente, ritroverebbe la pace. –

– Lei crede? –

– Sì, voglio pensare che sia così. Per questo motivo devo trovarla, prima che … sia troppo tardi. In queste condizioni non sappiamo cosa le passi per la testa. –

– Spero che lei abbia ragione; le volevo un gran bene … e gliene voglio ancora. –

– Lei te ne voleva? –

– Sì, penso proprio di sì. –

– Chi di voi due ha deciso di interrompere la relazione? –

– Lei, naturalmente. Mi ha detto che non se la sentiva più di andare avanti, aveva ben altro a cui pensare, che il nostro rapporto andava chiuso per il bene di entrambi. Ma, a suo avviso, soprattutto per me, perché rischiavo di farmi del male. –

– Ti sei arreso troppo facilmente. –

– Cosa avrei dovuto fare? –

– Non sta a me dirtelo, con un po’ di immaginazione avrai la risposta. –

– Mi sta chiedendo … –

– Solo un po’ di immaginazione. –

– Forse ha ragione lei … ci siamo conosciuti nel momento sbagliato. –

– Non esiste un momento sbagliato, ma solo il momento, che non capiterà mai più. –

– Lei non si sentiva libera … libera di dare e ricevere amore, e tutto questo credo che sia riconducibile … sì, al trauma che ha subito da piccola. Non so in che modo possa uscirne. –

– Forse, è proprio quello che desidera. –

– Privandosi di vivere. –

– Fin quando non vincerà la sua battaglia, qualunque essa sia. –

– È la sua battaglia, nessuno può entrarci, lei non lo permette. Il punto sta tutto qui. –

– A volte bisogna infrangere certe barriere, altrimenti non si riesce a venire a capo di nulla. –

– È come inseguire un sogno. –

– Pressappoco. –