LA LIBELLULA, di Silvia De Angelis

libellula

massiccio alitare d’esili vertebre diafane

nella sagoma lucida esasperata allo zenit

svela tenace fermento nel contorno ammansito

da friabili arbusti in acquitrini raffermi

sottile libellula

s’addentra veloce nello stagno accattivante

negli agguati acrobatici d’avvolgente rapidità

s’impennano alghe semoventi

in velate trappole trepidanti collisioni d’insetti

vittime di spietata mandibola

nell’anfiteatro della natura

recita cruda nell’assenso dell’iride

@Silvia De Angelis
 

LA PALUDE DI TORRE FLAVIA, di Silvia De Angelis

3711723_1400_img_20180505_wa0007

La Palude di Torre Flavia, al confine tra i Comuni di Cerveteri e Ladispoli (Roma), è una zona umida di grande importanza per la tutela dell’avifauna migratoria e per la conservazione di rare tracce di quello che fu l’ambiente costiero laziale, con dune sabbiose e un ampio sistema di laghi, stagni e acquitrini, grandi foreste di pianura e una speciale ricchezza faunistica, testimoniata, oggi, dalla documentazione storica.

La palude ospita ecosistemi necessari alla sopravvivenza di molte specie animali e vegetali, minacciate dalla crescita delle pressioni antropiche lungo la fascia costiera.

Il luogo ospita numerose specie di avifauna migratrice, come quelle dell’airone, dell’alzavola, della anatra, del cigno, del fenicottero, del gabbiano, del mignattaio, del limicolo, che utilizzano questi ambienti paludosi, ricchi di substrato organico. Infatti si possono trovare resti organici di alghe, molluschi ed erbe marine, che si accumulano come detriti.

Per quanto riguarda i mammiferi sono presenti poche specie tra cui la talpa romana, il pipistrello, il topo domestico, l’istrice, la nutria, la volpe comune, la donnola e la faina. Continua a leggere “LA PALUDE DI TORRE FLAVIA, di Silvia De Angelis”