La Fattoria Degli Animali (parlando di libri) di Fioralba Focardi

Chissà quanti di voi hanno letto ” La Fattoria degli Animali” di George Orwell, un libro che a oggi potrebbe essere considerato attualissimo, per le varie vicende politiche mondiali.

La storia si svolge in una fattoria dell’Inghilterra , dove gli animali vengono sfruttati dagli uomini, fino al giorno in cui gli animali dopo una riunione notturna, decidono di fare la rivoluzione, riprendere possesso della terra e della loro natura, liberi da ogni costrizione. La rivoluzione viene portata avanti da tre maiali che a unanimità vengono eletti rappresentanti dei loro diritti. Così sconvolgono e sovvertono l’andamento della Fattoria. Sembrerebbe andare tutto bene ma gli animali fedeli alla lotta sono tenuti all’oscuro dei piani dei tre maiali. L’inizio della rivoluzione è idilliaco, ma poi si rivelerà alla fine una schiavitù peggiore di quella dell’uomo. I maiali piano piano diventeranno sempre più simili agli uomini, creando quella diseguaglianza che l’egoismo e la supremazia sugli altri sa creare. Il potere ha cambiato padrone, ma non ha partorito ciò per cui la rivoluzione era nata.

Il libro finito di scrivere da Orwell ai primi del 1944, fu stampato nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, rifiutato da molti editori per la trama troppo simile alle vicende dell’Unione Sovietica. Ma la Fattoria degli Animali ha una sua logica attualissima: la dove non esiste cultura e libero scambio culturale, la schiavitù è a portata di mano dei fautori dell’ignoranza.

L’incanto che accende le librerie, di Giuseppe Culicchia. La Stampa

L'incanto

REPORTERS

Giuseppe Culicchia http://www.lastampa.it/

«George Orwell non aveva nessuna voglia di fare il libraio, e devo dire che lo capisco benissimo. Lo stereotipo del libraio insofferente, intollerante e misantropo trova spesso conferma nella realtà.   

Ci sono le immancabili eccezioni, ovvio, e molti colleghi di mia conoscenza non sono affatto così: io sì, purtroppo. Ma un tempo ero diverso, e prima di comprare la libreria ricordo di essere stato un tipo abbastanza disponibile e amichevole».  

«Se oggi sono quel che sono, è colpa del quotidiano bombardamento di domande idiote, dell’incertezza finanziaria, delle eterne discussioni con il personale, dell’infinito, sfiancante mercanteggiare dei clienti». Così Shaun Bythell, autore per Einaudi di Una vita da libraio, caustico ma spesso esilarante ritratto di una figura sociale a rischio di estinzione. E non per colpa del quotidiano bombardamento di domande idiote. Bythell in realtà è un libraio piuttosto privilegiato. Proprietario di una libreria antiquaria e di volumi di seconda mano in quel di Wigtown, sulle coste scozzesi, va a caccia di biblioteche private in proprietà decadenti come prima di lui tanti suoi colleghi napoletani, e nel tempo libero va a pesca di salmoni oppure si concede nuotate e passeggiate. Tutte cose che un libraio italiano oggi come oggi non può permettersi di fare: a meno che non possegga una libreria antiquaria anche lui, magari sul Lago di Garda.  Continua a leggere “L’incanto che accende le librerie, di Giuseppe Culicchia. La Stampa”