FUOCO D’OMBRA, Armando Saveriano

Non ci vuol molto a parlare a una donna

truccato da donna passandole sotto la pelle

basta uno spillo a fermare veglie e fruscio

e si grida alla meraviglia consegnandosi come argonauti

a un mondo disattento che si sorregge su aliti di apparenze

Bisogna essere donna per dirsi e presentarsi da donna a donna

perlomeno occorre l’arrotino di un’esperienza insolita e spastica

in un gineceo di ancelle che hanno spezzato le unghie contro il muro contro il muro hanno battuto piano e forte più forte la testa

e per lustri hanno fatto sanguinare i calcagni sul brecciolino delle notti Occorre aver partorito e maledetto il figliamento e benedetto l’aborto e addentato il maschio che ti inanella e ti sdrucisce

ti tira per i tendini e abbandona i tuoi capelli come filamenti secchi

Dopo e solo così puoi infilarti sotto la fessura della porta straniera

e scrivere l’odissea ricca e venefica e lunatica carognale e vitale

di una donna di un sesso per sentito dire che non ti appartiene

Solo così puoi spacciarti come esemplare di una vecchia specie

Armando Saveriano 16 ottobre Covidanno ore 4,52