La bilancia di Micla è in contemplazione, riflette sull’universo.
Ogni volta che lei si affaccia in lavanderia e la vede ben piantata al centro della mattonella blush, la bilancia sbianca, si affloscia e sopporta umiliata il suo abuso di potere.
Si accontenta di mostrare numeri verosimili senza neppure degnarla di una parola di incoraggiamento, invece fissa la finestra, concentrata sui motori di passaggio lungo l’autostrada coperta dagli alberi e dai pannelli insonorizzanti, sognando la fuga e una vita senza pedate.
Micla scende e risale fino a quando, fingendo una certa dose di convincimento, non l’abbandona lì, tra bucato, detersivi, lavatrice e tavola da stiro, a dannarsi sul suo destino crudele, è un’intellettuale.
Se potesse parlare, le direbbe che dopo essersi magnata un uovo di Pasqua dovrebbe correre fino a Timbuctu e non rompere le palle a lei, che c’ha da ragionare di filosofia…

Michela Santini

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