Luisella Magnabosco: FULMINI

FULMINI

Fan strappi nel cielo scuro

lo zigzagare delle saette

che illuminano il manto ormai nero

e poi scompaiono all’orizzonte.

Le nubi si fondono con forme snodate

e come le bestie quando sono in calore

prendendosi rimangono unite

finché non raggiungono l’estremo piacere.

Si alleano, raggruppandosi i venti

poi con un tuffo si scaraventano in mare

dai suoi abissi raccolgon correnti

e quando riemergono le fanno sciamare.

Urlano, nell’aria i gabbiani

e con piroette le lor virgole infilzano

allarmate, dai loro richiami

le onde s’impennano e poi risprofondano.

Scintillano, gli spruzzi d’argento

la dove le creste frustan le vele

e lacrimano, un nostalgico pianto

i volti tarlati di vecchie polene.

Con rutti ancor più potenti

i tuoni incupiti la lor rabbia imprecano

poi si calmano, ed ai mari sconvolti

con un arcobaleno, perdono ancor chiedono.

Luisella Magnabosco

Proprietà intellettuale riservata L.633/1941

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