Seconda puntata: l’Università del Piemonte Orientale annuncia che la procedura di acquisizione verrà completata entro l’estate del 2022 sarà pronto nel 2026. Le risorse, però, sono ancora da trovare. Palazzo Borsalino ‘scricchiola’? E poi, quanti studenti frequenteranno davvero la sede alessandrina?

Dopo le novità sui nuovi corsi di laurea e i piani di sviluppo sul fronte della sostenibilità, emerse durante l’incontro “L’Università del Piemonte Orientale in relazione con la città di Alessandria: le ricadute e le potenzialità future per il territorio”, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria in collaborazione con l’associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria, Fondazione SolidAl e Lamoro (Agenzia di sviluppo del territorio), merita una riflessione a parte il capitolo del futuro campus. «Entro dicembre, mi auguro, verrà firmato l’atto preliminare per l’acquisizione dell’area al quartiere Orti (l’ex mercato ortofrutticolo, ndr), che poi verrà completato entro l’estate del 2022. Il campus sarà pronto nel 2026». Parole di Giancarlo Avanzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale (Upo), pronunciate durante il video intervento al convegno e che hanno fatto titolare i giornali. Ma quali sono le certezze? Che l’Upo investirà cinque milioni di euro per l’acquisto e che sta cercando gli altri per realizzare il campus. Quanti? Avanzi ha ripetuto il conto che snocciola dall’inizio del 2021: circa ventidue milioni per la costruzione (dovrà essere completamente sostenibile), altri trentaquattro all’interno di «un quadro economico di interventi» e infine ulteriori venti milioni di euro, ma in un tempo successivo a quello della realizzazione del campus, per «la chiusura della strada che attualmente separa il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) la zona dell’ex mercato allo scopo di creare un insediamento per le residenze degli studenti e i servizi (sport, studio, mensa, zone di aggregazione)». I soldi? Il rettore continua a ribadire che il progetto «ha suscitato enorme interesse da parte della Regione Piemonte» e guarda ai finanziamenti dei bandi europei, che c’è l’opportunità «dei bandi del Miur per ottenere un cofinanziamento adeguato», che l’opera «è stata inserita nel piano di coesione sociale del Comune di Alessandria» e che c’è stato un incontro una «istituzione bancaria» per «ottenere un finanziamento nell’ambito di un partenariato pubblico-privato» .

In attesa che siano sciolti i nodi relativi alle attività ancora presenti sull’area di proprietà della famiglia Derizio e che dovrebbero quindi trovare una nuova collocazione, il rettore ha confermato che l’area del futuro campus dovrà ospitare, di fatto, anche gli studenti iscritti ai corsi di laurea del Dipartimento di giurisprudenza, scienze politiche, economiche e sociali (Digspes). L’affermazione non è stata diretta, però la conclusione sembrerebbe evidente.

Continua a leggere su:

https://160caratteri.wordpress.com/2021/11/30/campus-delle-mie-brame-sarai-il-primo-del-reame/