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Quattro no vax su dieci che arrivano in ospedale rifiutano i trattamenti necessari a salvargli la vita, mettendo a dura prova il lavoro di anestesisti e rianimatori. È questo il grido di allarme che arriva dalla Siaarti, la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, che ieri sera, ultimo giorno dell’anno, ha inviato un documento a tutti i suoi associati per registrare quanto sta avvenendo nelle terapie intensive di tutta Italia, sull’orlo del collasso, e per dare indicazioni ai medici su come comportarsi di fronte ai rifiuti dei pazienti e alle pressioni dei loro familiari e legali, che vorrebbero interferire nelle cure. «Questa nuova fase della pandemia da Sars-Cov-2 sta ancora una volta causando un rapido incremento dei ricoveri ospedalieri e nelle Terapie Intensive del nostro Paese», ma purtroppo sempre «con maggior frequenza sono segnalati casi di pazienti con quadri clinici severi correlati a Covid-19 che rifiutano il ricovero in Terapia Intensiva e/o di sottoporsi a trattamenti di supporto vitale giudicati utili e appropriati dai curanti», rileva il documento messo a punto dalla commissione etica presieduta da , primario anestetista a Brescia. In sostanza, i no vax e gli appartenenti al cosiddetto mondo negazionista rifiutano le cure, oppure pretendono, attraverso i propri familiari e legali, di chiedere terapie e farmaci specifici invece dei trattamenti medici ritenuti opportuni dai medici che li prendono in carico, e questo «rappresenta oggettivamente un aspetto gravoso e doloroso per i medici e per gli infermieri delle nostre Terapie Intensive, che sono impegnati con dedizione ogni giorno in uno strenuo lavoro per curare i pazienti e cercare di offrire loro chance di guarigione e di vita piena», rileva la Siaarti.

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