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Sanità, Infermieri, Sindacato Nursing Up: Situazioni organizzative allarmanti e pronto soccorsi sotto pressione, come vere e proprie bombe ad orologeria pronte ad esplodere! Ci troviamo costretti ad aprire, in urgenza, una indagine sindacale per le preoccupanti testimonianze di infermieri, in particolare degli ospedali romani, che ci arrivano ora dopo ora ora. E’ necessario approfondire le numerose segnalazioni che ci giungono dalla Regione Lazio. Il quadro che ci viene delineato è disarmante!

Roma 5 gennaio 2022 – Lo abbiamo ribattezzato il “nuovo freddo inverno degli infermieri italiani”: nel pieno della quarta ondata, con una media di 800-1000 colleghi che si infettano in più ogni 24 ore, gli ospedali italiani rischiano il corto circuito. E mentre nelle prossime ore, dati alla mano, potrebbe esserci un nuovo netto peggioramento del picco dei contagi degli operatori sanitari, la situazione degli ospedali italiani racconta di una vera e propria paralisi in atto.
In questo marasma, i nostri operatori sanitari sono entrati nel vivo di un nuovo periodo buio, tremendamente complesso da gestire. Un nuovo tunnel, come se a nulla fossero serviti i due anni di pandemia che abbiamo alle spalle.

Attraverso i nostri referenti locali riceviamo le continue segnalazioni di tanti colleghi impegnati nei pronto soccorsi romani, che in questo momento ci raccontano di vere e proprie bombe ad orologeria pronte ad esplodere.

Un quadro da “film horror”, tra turni massacranti, carenza di personale all’acme, con sempre più colleghi infettati e costretti a rimanere a casa ogni 24 ore, reparti ordinari convertiti in fretta e furia in aree Covid. In questo modo, che fine fanno i pazienti che necessitano di prestazioni ordinarie?

Ciò che ci viene messo in evidenza è l’amara realtà di un sistema sanitario che dopo due anni di emergenza sarebbe in enorme difficoltà, nel tentativo di dare una risposta coerente e strutturata alla nuova recrudescenza di infezioni. Infermieri a cui viene chiesto di fare fino a 30 ore di straordinario e addirittura a coprire in una giornata posizioni in almeno due reparti diversi.

Per non parlare di strutture vetuste, dove donne e operatrici sanitarie, madri, svolgono la propria funzione barcamenandosi tra triage in pronto soccorso e (addirittura) ore da svolgere anche in ambulanza, costrette a cambiarsi in stanzini angusti tra spifferi, porte rotte e rischio di malanni, con Omicron che incombe come una spada di Damocle sulle loro teste.

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