PREVENIRE È CURARE: ESERCIZI DI BENESSERE
Sulle consulenze con me e sulle buone pratiche quotidiane.

Non tutti hanno bisogno – necessità, desiderio, persino possibilità – di intraprendere un percorso di Psicoterapia. Non è immediato né scontato in quest’epoca caotica complessa ingarbugliata che ci vede all’opera con la vita, andare dritti e decisi a bussare alla porta (anche virtuale, online) di uno studio e avviare una storia alla Woody Allen – l’analisi infinita. Anche no.
Ho imparato negli anni che la salute mentale, animica e financo spirituale prima di essere perduta va coltivata anche grazie al quotidiano impegno con se stessi. Proprio così. Non posso parlare di salute psicologica senza pensare alla pienezza dell’essere noi umani in correlazione con l’anima del Mondo.
Ricordo un bel testo di Claudio Rise`che una ventina di anni fa ha raccolto contributi di diversi analisti junghiani. Erano tutti d’accordo nel dire che oggi l’adattamento, non allo Spirito del Tempo ma all’incontro con l’Altro nel tempo, richiede a noi professionisti di essere presenti e di comprendere la multidimensionalità della vita e fare i conti con gli ‘Io a più dimensioni” dei nostri pazienti. Il testo, edito dalla Red, è ormai introvabile.
Personalmente, negli ultimi anni sto lavorando molto con un modello di consulenza che trovo funzionale e che in alcuni casi si direziona verso una psicoterapia, mentre in altri si rivela utile così com’è.

Tre colloqui, la base.
Altri sei, approfondimento del tema portato in seduta.
Eventuale proseguimento e ulteriore viaggio verso il Sé.

Tre colloqui sono il piccolo spazio tempo per conoscerci, per osservare insieme la “punta dell’iceberg” – un’espressione del mio caro primo analista – e a volte possono bastare per un dilemma, un momento di focus necessario, per avviare un progetto di prevenzione per poi magari direzionare su percorsi di Mindfulness o verso il livello successivo per operare approfondendo il tema portante ed esplorando sogni, eventi, immagini, storie.

Prevenire è cura. È riorientamento.
Io stessa mi sono sempre mossa riorientando la luce della coscienza come l’Eremita dei Tarocchi e al contempo come strumento per osservare l’incontro tra me e l’Altro/a – interiormente e nella realtà delle relazioni.
Questo riorientamento mi ha condotta verso campi dedicati al benessere psicologico e non solo psicologico, un benessere tutto tondo, un’acquisizione che mi riporta al centro, a fili transgenerazionali. Per esempio la creatività non può sgorgare libera se consideriamo la Psicologia separata dalla vita. E in primis vale per noi! Per i professionisti! Faccio un esempio. Se uno fuma un pacchetto e mezzo di sigarette e va in ansia per ogni stimolo professionale, non ha uno stile di vita sano, si fa di superlavoro come dosi di adrenalina, insomma… se non cura il corpo e l’anima come fa ad andare a parlare alle persone di Psicoterapia?
Per arrivare al centro la strada è certamente lunga. Si comincia per gradi e spesso prima di parlare di profondo dovremmo considerare quel che appare nello specchio del nostro essere qui e ora. Era Oscar Wilde che diceva: “La superficie somiglia alla profondità” – o qualcosa del genere. Così dico io.

È una Cura Temperanza, l’importanza di un equilibrio dinamico per piccoli passi a tutto tondo.

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Dott.ssa Valeria Bianchi Mian
Psicologa Psicoterapeuta Psicodrammatista junghiana
Insegnante di Mindfulness
Metodo Tarotdramma

dott.ssavaleriabianchimian@gmail.com
tarotdramma@gmail.com

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