Marchiata dai colori di un tramonto
tenuemente s’infiamma la sera,
ed il silenzio si fa recondito,
lasciando imperversare una voce scura
sull’orlo del blu oltremare.
Errando e vagando per un desiderio
con frasi scritte simili ad incisioni
nel giorno, primo figlio della vita,
sostituendo “il noto all’ignoto”.
Annota tra le virgole d’aria una nota,
creando un concerto nello sconcerto,
una grande opera sospirata nel vento
tramutando l’immagine in musica.
Suoni che resteranno per sempre intrisi
tra i colori rapiti allo spuntar della notte,
tra storie e fole cantate al chiaro di luna
posate per sempre sulle labbra dell’amore.

Roberta Calati