Non è una situazione insolita, tante volte, per via dei suoi metodi poco ortodossi, ha rischiato grosso con la giustizia, ma mai come in questo caso ha avuto a che fare con una ragazzina di soli tredici anni. Deve trovare il modo di parlarle, cosa peraltro non facile; nel frattempo, per le indagini, è fondamentale capire la figura di Hall Marcus. Jennie ha raccolto quante più informazioni possibili, delineando un personaggio con diverse sfaccettature: imprenditore edile, assicuratore, impresario teatrale, scommettitore incallito di corse di cavalli, appassionato di pugilato e perfino autista privato di un senatore. La sua è stata un’esecuzione in piena regola. Le modalità e il luogo dell’omicidio fanno pensare che possa esserci un motivo passionale, e può anche darsi che ci sia un legame tra l’uomo e l’ambiente in cui è stato trovato il corpo, nel caso specifico la casa dell’amante. Non era sposato e non aveva figli. Gli unici parenti stretti sono l’anziano padre e il fratello trentenne, quest’ultimo tossicomane. Il nome del detective non risulta al momento come indagato dell’omicidio, perciò nessuna notizia è trapelata al riguardo e questo permette a Parker di muoversi con sufficiente libertà, senza essere preso di mira dalle forze dell’ordine, a parte un ristretto numero di agenti di polizia. Ma nemmeno loro, a dire il vero, forzano la mano, consci di avere a che fare con una persona di tutto rispetto. L’amico Golden in queste occasioni si rivela un prezioso aiuto.

«Grazie per essere venuto» dice Parker, seduto a un tavolino all’interno di un bar.

«Ne parli come se fosse la prima volta» replica il tenente di polizia, mentre il barista poggia sul tavolino due boccali di birra.

«Hai ragione. Ma questa volta avete preso un granchio; io quell’uomo non lo conoscevo e non sono mai entrato in quell’appartamento.»

«Il caso non ce l’ho io.»

«Lo so; perché non dici ai tuoi colleghi di lasciarmi stare e indirizzare l’attenzione su altre piste.»

«Pensi che non lo facciano? Se ti trovi qui a parlare con me ci sarà pure un motivo» afferma Golden, dopo essersi rinfrescato la gola con “la bionda”. «Sappiamo che tu non c’entri nulla con questa storia.»

«Allora perché mi state cercando?»

«Farglielo capire a quella testa dura del procuratore. C’è l’ammissione della ragazza, non dimenticarlo.»

«Già. Mi aveva proposto un lavoro che ovviamente non ho accettato.»

«Questo è ancora da verificare; c’è un protocollo da rispettare, dovresti conoscere queste cose.»

«Cosa sapete di lui?» domanda Parker.

«Probabilmente non più di quanto ne sappia tu» risponde il tenente di polizia. «Non si può dire che fosse sconosciuto agli organi giudiziari; in passato il suo nome è venuto a galla per un giro clandestino di scommesse negli ippodromi, di cui si presume potesse essere uno degli organizzatori. Dall’accusa ne uscì pulito, in grande stile. Bazzicava anche l’ambiente della boxe.»

«Ambienti dove girano un sacco di soldi» osserva il detective.

«Già. Sembra che l’uomo se ne fosse allontanato, facendo solo qualche puntatina di tanto in tanto. Comunque, ammesso che avesse sbagliato, perché ucciderlo in casa della compagna?»

«Per depistare le indagini.»

«Sì, ci può stare; ma non devo scervellarmi perché non sono io ad occuparmene.»

«Non posso dire la stessa cosa, visto che mi ci trovo dentro fino al collo» afferma Parker.

«A te non piacciono le cose semplici» replica Golden.

«Sarebbero?»

«Presentarti e lasciare che se la sbrighino i miei colleghi.»

«Come se non conoscessi il lavoro che svolgo. Non faccio altro che offrire il mio servizio agli altri, e ora che la questione mi coinvolge direttamente dovrei passare la palla ai tuoi bravi colleghi? Non c’è un nesso logico in questo.»

«Lo immaginavo» replica con un sorriso ironico Golden.

«È stata ufficializzata la data del funerale?»

«Sì, fra tre giorni. Perché lo vuoi sapere?»

«Devo capire quando iniziare a darmi da fare per acciuffare quel figlio di puttana che se la sta godendo alle mie spalle.»

«Metti paura quando usi questo tono. A dire il vero, metti sempre paura … »

«Devi convenire che ho tutti i motivi per essere infuriato.»

«Credi che abbiano fatto fuori Hall Marcus per incastrare te?»

«Non lo so, e ha poca importanza. Non mi piace trovarmi nella merda senza nemmeno essere stato avvisato.»

«Ti troverai veramente nella merda se ti lasci prendere dai tuoi impulsi.»

«Sono molto ragionevole.»

«Conosco la tua vera ed unica ragione: estirpare il male alle radici.»

«Sai dirmi qualche altro modo per liberarcene?»

«Stai cercando di mettermi in difficoltà?» dice Golden.

«No» risponde Parker.

«Allora, perché non ci beviamo sopra?»

«Ottima idea.»