Parker, è fatto così, nessuna sorpresa, alla fine non riesce mai a dire di no. Ha un cuore d’oro, si farebbe in quattro pur di restituire, a chi ha subito dei torti e sofferenze di ogni genere, un barlume di pace. Senza avere la pur minima idea a cosa andrà incontro, il detective ha già accettato l’incarico, che porterà a compimento, a prescindere dall’esito finale.

– Sono contento che tu abbia accettato – dice Golden.

– Non ho detto di aver accettato – risponde Parker, al volante della sua berlina, ferma a ridosso del marciapiede.

– Conoscendoti, direi di sì. –

– Perché mi hai passato questa patata bollente? –

– Perché sei un eccellente detective, mi sembra ovvio. –

– Quindi, dovrei ringraziarti? Cosa sai su questo caso? –

– Praticamente nulla, te l’ho detto, quell’uomo si è presentato in modo strano, parlando del figlio morto che, nonostante ciò, continua a essere presente nella loro routine familiare. In sostanza, non ci è sembrato opportuno addentrarci su questo sentiero. –

– Tanto, su queste rogne c’è chi può sostituirvi, giusto? Ho fatto loro visita e posso assicurarti che non c’è nessun fantasma. Quella coppia vive in uno stato di profondo dolore, non riesce a rassegnarsi alla perdita del figlio, morto non per cause naturali. E non si rassegneranno fin quando non verrà fatta giustizia. A dirla in parole povere, vi siete sottratti nel compiere il vostro sacrosanto dovere. –

– Ok, forse l’abbiamo presa troppo alla leggera, stiamo in un momento complicato e ci può stare – afferma Golden.

– Ammiro la sincerità – replica Parker.

– Comunque, su qualsiasi cosa sappi che sarò sempre disponibile. –

– Lo terrò presente. –

– Allora, hai accettato l’incarico? –

Parker lo guarda impassibile senza proferire parola.

– Ok, come non detto. Ma conta su di me – il tenente di polizia apre lo sportello e scende dalla vettura. – A presto. –