UN UOMO CHE NON SAPEVA AMARE AMA DUE VOLTE, Leonardo Migliore

⁓ UN UOMO CHE NON SAPEVA AMARE AMA DUE VOLTE ⁓

di Leonardo Migliore

Mi terrorizza l’idea di amare immensamente

e di non comprendere completamente i miei sentimenti.

Il mio affetto sconfinato è fumo che si leva diritto e poi si sfiocca,

è una donna incline a trasumanarsi nell’intensità della preghiera.

.

Distesi sul letto al tepore di lenzuola intrise di noi

mi hai amato più di quanto nessuno potrà mai amarmi,

la vita

fra bianche nuvole e calda brezza di interrotti sospiri

saliva, 

ritornavo bambino

e nell’incanto del silenzio,

caduta fuori dal regno del tempo,

la mia anima si cullava.

.

Il mio cervello si arrovella,

è una situazione insolita, difficile a intendersi.

Ti voglio infinitamente bene e che io sia maledetto,

poiché non provo nei tuoi riguardi un trasporto evidente

e, sovente, agisco insensatamente.

.

Vorrei stringere il tuo viso fra le mie mani,

rimirarlo come il più suggestivo dei panorami,

fissare nella costellazione della memoria¹ i tuoi lineamenti gentili

e, infine, baciarti e rimboccare le tue coperte per l’ultima volta.

Non posso vivere senza vedere il tuo amore, l’ho detto,

non mi basta più sentirlo profondamente.

Ho bisogno di toccarti,

pelle contro pelle

il vibrare all’impazzata d’ali di colibrì,

annientare il tempo,

ora che la distanza fra i nostri corpi è nelle mani di Dio.

.

I sensi di colpa annichiliscono le mie barricate,

in una luce sinistra scorgo la stortura di un cappio attorno al collo,

il mio pentimento è totale,

ho l’animo esulcerato a causa del tuo urlare e contorcerti a terra.

Verso tanto sangue quando soffri, 

il mio cuore sgronda su di te:

un uccellino morto che dorme nel mio nido.

.

Un candido guanciale si vena di rosso cordoglio

e ancora non so spiegarmi perché sento il tuo amore e non ti vedo.

La fiammella di una lucerna si affievolisce guizzando.

Labili impressioni che lentamente mi uccidete andate via!

È chiaro che non so amare diversamente.

«L’essenziale è invisibile agli occhi»² è una conclusione indigesta,

ho ancora bisogno di parecchio tempo per riflettere.

Amore mio, ti prego, abbi cura di te,

cercami con diligenza,

fra le pieghe amare di ogni esistenza starò ad attenderti.

.

I miei occhi si aprono solo dentro i tuoi,

credo che tu senta frangersi d’onde

il mare del mio pianto dirotto,

non chiedermi come riesca a sopportare tutta questa sofferenza.

Non ho imparato a fare a meno di te,

non immaginavo che si potesse patire così tanto per qualcuno.

Adesso so cosa significa essere stati amati,

riconosco l’amore che ho baciato,

quel sogno che, piuma al vento,

si posa sul mio letto all’improvviso,

destando la vastità di quella parte dell’universo che trabocca di luce

per poi andarsene senza preavviso.

Ignota è la destinazione.

.

L’ombra cala sui miei occhi,

è la mia vita che cessa ogni volta che parti.

Ovunque guardi ti vedo,

sei dappertutto!

Quanta tristezza nei miei occhi,

non credo che nessuno possa immaginarla

e che nessuno l’abbia mai provata.

Mi sembra di essere vittima di un sortilegio,

ogni giorno rimugino i miei peccati.

Tu fai parte di me,

sei la mia ossessione,

sei la dolina che nel suo fondo cristallizza il mio pianto.

Il sole sorge mentre un esotico biplano lancia stormi di volantini

dal cielo piove il tuo viso dentro l’aura del tuo sorriso.

Vorrei poter volare e raccogliere ogni tua singola goccia,

sentirle sulle labbra che hai baciato,

assaporarti ancora una volta,

immergermi nella tua carne fino a toccarne l’anima,

il tuo zucchero nel floèma del mio albero

vita che fluisce nella leggenda di una magnolia,

nei suoi fiori simboleggianti dignità e perseveranza.

Le magnolie appartengono al retaggio culturale di un popolo,

a un antico racconto che mescola il reale al meraviglioso,

a quell’incanto che suscita l’amore.

Si narra che in origine la pianta fosse costituita da “due magnolie”:

una esterna alta e vistosa e una interna a forma di stella.

La seconda, nel suo scrigno di virtù, ne custodiva l’anima, il cuore.

Un giorno la magnolia interna si invaghì di un’azalea gialla

e, protendendosi con slancio appassionato verso l’amata,

finì per dividere in due la pianta madre.

A quel tempo ancestrale si fa risalire l’esistenza di due magnolie:

una normale e una stellata.

.

È una storia avvincente similmente ai miti, alle fiabe e alle favole,

genesi, cosmogonia,

corolle olezzanti di poesia

milioni di parole nuove.

È la bellezza del cammino per ottenere il “mokṣa”, la liberazione.

È la sublime navigazione evocata nel «Fedone» platonico.

È la creaturalità che emana dal pleròma paradisiaco,

la forza e la fragilità di Gesù disceso come uomo fra gli uomini,

Agnello immolato, il Figlio dell’uomo, il discendente di Davide,

un essere umano che ha respinto le tentazioni del demonio,

Dio che ha sofferto ed è spirato inchiodato al legno della croce

per scuotere l’uomo dal suo sonno,

dall’ebrietà che lo abbrutiva,

per liberarlo dall’ignoranza

e sciogliere i lacci che lo tenevano prigioniero.

.

Così si attua la redenzione:

lo splendore della divinità nel dono dell’Eucarestia,

il gaudio di Maria alla resurrezione e ascensione di Gesù.

.

So di essere beato.

Quando mi stai al fianco il paradiso mi concede benedizioni 

e poco importa che non dureranno.

So che per me in un raggio di luce ci sarai sempre,

mi sorriderai anche nel mezzo di una fitta nuvolaglia

e se di notte farà freddo scoppietterai nel mio camino.

.

Mi hai dato la vita,

quella gioia che conoscono gli innamorati,

sei l’unica donna che ho amato con tutta l’intensità del pensiero

e con tutta la foga del corpo

e mai nessuno mi ha amato più di te.

.

Insieme a te mi sono sciolto in lacrime e ho riso a più non posso,

sono morto e poi sono ritornato,

ho lottato allo stremo delle mie energie per non lasciarti andare.

.

Ti ho attesa da sempre

e quando il nostro sentimento è sbocciato

il tuo fiore è stato reciso.

In un giorno grigio di burrasca

hai indossato le Dodici Stelle della Madonna³

e con il dolce sorriso degli occhi,

essere superno,

hai esalato l’anima,

salvando la mia.

.

Ora il nostro amore è un filamento dello spirito,

un frammento nel cuore della vita.

.

Tu sei ancora l’amore che ho baciato

e nella landa desolata e romita della mia vita

saprai sempre confortarmi.

.

Dalla bocca emettevi il mesto e insistente gemito del ferito.

L’ultimo giorno avevi tante parole da dirmi,

le hai ingoiate per lo strazio della terribile malattia che ti spegneva.

Non preoccuparti, adesso le scriverò per te

e moltiplicherò per mille ogni tuo pensiero che vive in me,

recuperando ogni attimo dell’amore che avremmo formato.

Ti assicuro che non sono mai stato così attaccato alla vita:

vagheggio lo strofinio dei nostri corpi,

un tango,

la “barrida”,

trascinamento e contatto all’interno di un abbraccio.

.

Non ho imparato a fare a meno di te,

lacrime copiose mi parlano di noi.

Mi hai scongiurato di lasciare alle spalle il dolore del passato,

di fare passi in avanti.

Hai espresso il desiderio che afferrassi l’importanza del presente,

concependo che ciò che è accaduto non si può modificare,

che le esperienze accumulate, di qualsiasi segno esse siano,

permettono di crescere e completarsi.

Con il tuo esempio, mi hai indirizzato a sani comportamenti morali,

alla larghezza di vedute e alla perspicacia. 

.

Anima mia, ti ascolto,

lavoro su me stesso, mi impegno e mi guardo dentro,

ho voglia di capirmi appieno,

ho addestrato la mia mente al perseguimento della felicità,

limando i miei sentimenti negativi, gestendo le mie emozioni.

Ho provato in tutti i modi a dimenticarti

e non riesco a trattenere le lacrime che per brevi attimi.

Lotto e ripeto come un mantra che sono ciò che penso,

che lamentarsi non è altro che compiangersi e fa solo male.

.

Nel nome del nostro amore,

ti ho promesso che non mi sarei arreso

e, nonostante tutto,

la mia resistenza vacilla al solo pensiero di una vita scucita dalla tua.

Vedo abissi, vuoti incolmabili,

sento il nostro amore e ho ancora bisogno di vederlo.

.

Non voltarti indietro in questo momento,

un codardo piange,

il suo cuore è in frantumi,

ti ama e ama i tuoi baci.

.

È lo stesso uomo che ti ha amato da sempre

da quando ti ha incontrato per la prima volta,

colui che in ogni momento ricorda tutto l’amore che ha vissuto,

tutto l’amore che ha fatto con te

e che ora deve trovare la forza di lasciarti andare,

di dirti addio.

.

Tu sei il mio amore, lo capisci?

Non posso fingere di essere felice senza di te,

il tuo ricordo frizza sul mio animo

una mano ruvida scorre su una ferita,

le mie ali sono sterpi che si avvinghiano al suolo.

Forse, ho solo bisogno di tempo,

non posso ancora sopravvivere al nostro amore,

piombo dentro di me.

.

Tu trionfi dappertutto,

la tua voce è il canto che spiana la via ai miei passi,

è impossibile spegnerla,

una radio rimanda sempre la nostra canzone,

ventata che rianima il fuoco che brucia sotto la cenere

frequenze che restituiscono percorsi, incontri, gesti, respiri, parole.

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Mi rifarò una vita,

scusami se per ora non posso mantenere la mia parola.

Scriverò ancora tanti versi che parlano di noi,

sradicherò l’angoscia dal mio petto,

ti regalerò il mio futuro e i miei germogli.

.

Il tuo sorriso di Madonna, le tue benedizioni, il tuo cuore

moltiplicano per mille le mie risorse,

un fiume è acqua di sorgente dentro di me

sulle mie labbra ancora il sapore del tuo zucchero,

trovo gradevole all’olfatto il petricore, salvaguarderò l’ambiente,

renderò felice un’altra donna,

costruirò un mondo bello per i miei figli, che saranno anche i tuoi.

.

Nel nitore del cielo sentirai squillare con clangore mille trombe,

capirai che ho ripreso ad amare.

Non amerò la bellezza che effimera sfiorisce,

non cercherò un’amica che mi deluderà,

vivrò con un’altra donna e i nostri cuori batteranno all’unisono.

Amerò con tutta l’anima per la seconda volta,

la amerò come ho amato te

e nessun’altra potrà amarmi più di lei.

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Sarà un amore inestinguibile perché nascerà solo dall’amore,

un sentimento puro indefinibile, misterioso, arcano.

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La nube dei tuoi capelli si aprirà sul tuo viso,

sul nuovo giorno pioveranno lacrime di gioia

e con fierezza e pienezza le assaporerò.

Sarà il nostro ultimo bacio,

quello che ti manderò con un soffio verso l’etere stellato

la piccola goccia dove respirerai il mio sguardo bagnato di quiete.

E per soave letizia un angelo si ammanterà di oro, bisso e scarlatto,

l’Infinito che si sofferma nel tempio di una stilla,

che sposa, suprema benevolenza,

la sua immensità grazie allo spirito delle piccole cose.

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Il mio cuore è un cielo sereno,

si è aperto di nuovo all’amore.

La mia fantasia vola eccitata,

spiego le ali dell’aurora

un istmo separa i tuoi occhi

oceani in cui perdersi

specchi di cielo che hanno catturato la mia anima.

Oltre la linea dell’orizzonte ancora acqua,

rifulge luce interiore

il sole che riscalda,

un bocciolo turbinato e appuntito

esplode in una rosa antica,

petali purpurei di regale dignità

corolla piena e romantica.

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Dopo lunghi tempi bui

nel placido tramonto di sorsi lilla

montagne galleggiano sopra il cielo

a un bambino spuntano i primi dentini

tutte le stelle chiamate a raccolta

cospargono gli eterei campi di chicchi adamantini.

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Respiro

immagine in transito

aria fresca

sulla soglia dell’immortalità.

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¹ Cfr. alle “costellazioni concettuali” di Walter Bendix Schöenflies Benjamin (1892-1940) presentate nel volume-lemmario curato da Andrea Pinotti «Costellazioni. Le parole di Walter Benjamin», pubblicato nel 2018 da Einaudi, e allo scritto critico del 1872 di Auguste Blanqui (1805-1881) «L’éternité par les astres» o «L’Immortalité par les astres».

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² Citazione Cfr. al racconto «Il piccolo principe», opera dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) pubblicata nel 1943.

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³ Cfr. alla serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli (1886-1954), fondatrice delle Ancelle Adoratrici del SS. Sacramento di Bologna, che ebbe, fin dal 1924, l’ispirazione di praticare e diffondere la devozione dei dodici privilegi di Maria Santissima.

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_ Dipinto intitolato «Il bacio» realizzato dal pittore russo André Kohn. Nato a Volgograd nel 1972, è un esponente di primissimo piano dell’impressionismo figurativo.

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