Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Babbo Natale! Lasciare che i bambini ci credano oppure…?

Dr.ssa Mariangela Ciceri

Psicologa Clinica e Forense

È un quesito che ricorre ogni anno.

Ed ogni anno capita di leggere considerazioni su quanto sia giusto o sbagliato raccontare ai bambini che esiste un uomo grosso, vecchio e barbuto, vestito di rosso il quale, viaggiando nei cieli, su una slitta trainata da renne, può arrivare ovunque.

Quanto sia «utile» illudere o meno i bambini sulla sua esistenza è stato oggetto di parecchie ricerche in campo psicopedagogico e non sono pochi gli specialisti che si sono pronunciati in materia.

Piaget, uno tra i primi a studiare l’evoluzione del pensiero infantile, sostenne che il pensiero magico, è una modalità di ragionamento predominante nell’infanzia che ha il compito di aiutare il bambino ad affrontare situazioni che provocano angoscia o insicurezza.

Proprio perché fa parte di una fase evolutiva, i bambini capiranno da soli e senza il bisogno di razionalizzazione adulta cosa sia reale e cosa non.

Quindi non ci sarebbe nulla di strano nel loro credere a Babbo Natale. Per loro è solo un super eroe (uno dei tanti) sopravvissuto, probabilmente per ragioni storico – antropologiche, al trascorrere del tempo.

D’altra parte chi se non un super eroe con poteri uguale, o superiore a Batman, Spidermen o ai Pokermon, potrebbe avventurarsi nei cieli in una gelida notte di dicembre per portare regali ai bambini?

Poiché il «pensiero magico» fa parte di uno stadio, con la crescita il bambino «ridimensionerà» spontaneamente il suo rapporto col fantastico.

Forzare le cose (esattamente come voler togliere un ciuccio o il pannolino) è un’esigenza dell’adulto.

A conferma di questo possiamo osservare come, le contestazioni, solitamente partono dal fatto che Babbo Natale sia «commerciale». Una riflessione legittima ma che non appartiene all’infanzia.

Personalmente non credo che Babbo Natale sia più commerciale di altri personaggi.

Quanti zaini, astucci, quaderni, matite, magliette, palloni… si sono comperati con stampata la faccia di Batman, Frozen, Superman o altri eroi?

I bambini chiedono, possono chiedere troppi doni, ma non è una colpa.

Spetta a noi adulti ridimensionare le loro richieste oppure aiutarli ad accettare l’impossibilità di essere accontentati. 

Il dottor Giannantonio, psichiatra, in un’intervista di qualche anno fa, definì Babbo Natale «un referente simbolico interessante e utile a rafforzare l’atmosfera emotiva del Natale per il bambino e la sua famiglia».

Lasciamo ai piccoli, il loro pensiero magico. Sarà un modo per rispettare la loro crescita.

Dott.ssa Mariangela Ciceri

Psicologa Clinica

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