In una striscia di terra che per una ventina di chilometri segue l’ Autostrada del sole, da Incisa fino a Montevarchi,(Arezzo) si concentrano 220 aziende artigiane e una decina di piccole e medie industrie che continuano la grande tradizione dei pellettieri nata nel dopoguerra

Alla fine degli anni Ottanta sono arrivati i grandi stilisti, calati in massa per contendersi una manodopera altamente qualificata

Le previsioni di confcommercio per il 2023 ci dicono di una crescita costante e confermano i risultati positivi già registrati. Le grandi case di moda si affidano sempre più all’Italia e in particolare alla Toscana per le collezioni non solo di abbigliamento ma anche di calzature e pelletteria”, rileva Giordano Frangipani, responsabile per Confartigianato del comparto che a livello provinciale segue 350 aziende associate con 2700 addetti.

La provincia di Arezzo, in questo contesto, ha un ruolo leader,come conferma lo stesso Frangipani ,che dirige due aziende con 150 dipendenti e che ha una specializzazione nel settore della pelletteria in specie borse e cinture.

Arezzo, nota per essere “la città dell’oro”ha mutato infatti  alcune aziende del settore orafo a produzione di accessori di metallo che coadiuvano l’artigianato della zona che a sua volta,è legato a maison di alto livello e,dunque, alla filiera del processo produttivo.

Infatti Frangipani trasforma i bozzetti degli stilisti di grande fama quali quelli di Valentino,Balenciaga, Ferragamo o Dolce e Gabbana in prodotti finiti.

L’opportunità produttiva si orienta oggi in gran parte verso i mercati emergenti quali Corea, Vietnam, Emirati Arabi e Cina che ,nonostante la crisi degli ultimi tempi, dimostra una grande vitalità demografica con  l’aumento di nuovi ricchi,potenziali acquirenti del mercato di lusso.

Le visioni dello scenario mondiale in cui si muovono le aziende locali fa prevedere un trend decisamente positivo anche grazie al fatto che molti imprenditori aretini hanno saputo reimpostare fatturati e livelli e puntare su livelli qualitativi alti.

Questo fa sì che le griffe si fidano e  cercano queste aziende,che peraltro mantengono i costi a livelli contenuti,senza dover delocalizzare la produzione e incorrere in costosi trasporti

“Stiamo assistendo a un grande ritorno alle produzioni interne, dopo una fase di forte delocalizzazione. Un’inversione di tendenza che certifica il momento particolarmente favorevole dell’intero comparto”, afferma Frangipani che ha fondato l’azienda nel 1987, poco più che ventenne.

Un  marchio conosciuto a livello mondiale e che ha sede a Levane,un paese vicino ad Arezzo,è Prada.Qui si producono i prototipi  delle calzature Donna,delle calzature Linea Rossa e Car shoe: ogni giorno si realizzano circa 700 paia di a scarpe.

Il design dei prodotti è concepito a Milano, ma il quartier generale del gruppo industriale del Gruppo Prada è proprio in Toscana, dove si attua anche la vendita diretta di abiti, maglieria, accessori, e profumi  oltre che di borse e scarpe.