William

di Giulia

Buongiorno!

Oggi ci concentreremo su uno dei sonetti più belli e più famosi di William Shakespare, ossia il sonetto numero 18 dedicato alla figura del “fair youth”, cioè “bel giovane” nonostante la parola “youth” letteralmente significhi “giovinezza”.

I sonetti sono 154 e ciò fa riferimento all’unitarietà poiché il numero 154 è il prodotto di 11×14 e rappresenta metaforicamente il sonetto perfetto formato da 11 sillabe e quattordici versi. Ma andiamo al testo del sonetto numero 18:

“Shall I compare thee to a summer’s day?

Thou art more lovely and temperate:

Rough winds do shake the darling buds of May,

And summer’s lease hath all too short a date:

Sometime too hot the eye of heaven shines,

And often is his gold complexion dimmed;

And every fair from fair sometime declines,

By chance or nature’s changing course untrimmed.

But thy eternal summer shall not fade,

Nor lose possession of that fair thou ow’st;

Nor shall death brag thou wander’st in his shade,

When in eternal lines to time thou grow’st:

So long as men can breathe, or eyes can see,

So long lives this, and this gives life to thee”.

Traduzione:

Devo paragonarti a un giorno d’estate? Tu sei più incantevole e mite. Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio, e il corso dell’estate è fin troppo breve. Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo e spesso il suo aureo volto è offuscato, e ogni bellezza col tempo perde il suo fulgore, sciupata dal caso o dal corso mutevole della natura. Ma la tua eterna estate non sfiorirà, nè perderai possesso della tua bellezza; nè morte si vanterà di coprirti con la sua ombra, poichè tu cresci nel tempo in versi eterni. Finchè uomini respirano e occhi vedono, vivranno questi miei versi, e daranno vita a te

Io lo trovo semplicemente sublime. Shakespeare ha saputo accostare delle figure inerenti alla natura che sono incantevoli. Paragona il giovane a un giorno d’estate, dunque un clima soleggiato, il cielo sereno e tutto ciò non può che mostrarci i tratti somatici di tale giovane che, molto probabilmente, avrà dei capelli biondi, degli occhi azzurri e una carnagione chiara. Insomma, il classico ideale di bellezza. E in effetti è vero: spesso immaginiamo un personaggio di una poesia con le stesse caratteristiche oppure possiamo pensare a come vengono dipinti i principi nei cartoni animati. Non c’è nulla da fare, è il modello per eccellenza e non perché gli uomini dai tratti somatici scuri siano meno belli; lo sono altrettanto ma il fatto è quell’ideale trasmette un senso di purezza fisico e spirituale, secondo il mio parere.

L’autore si era sicuramente invaghito di questo giovane provando un senso di ammirazione, di piacere solamente a osservarlo data la sua bellezza. Afferma che quest’ultima non sfiorirà mai, che sarà tale in eterno ma le parole più belle sono quelle che chiudono il sonetto, ovvero che finché vivranno gli uomini e finché vi saranno occhi, il giovane rivivrà sempre attraverso questi versi. E quindi, se ben riflettete, non cesserà mai di vivere e di brillare in quanto vi sarà sempre vita e dunque anche occhi per guardare e leggere questo sonetto.

Ogni volta che leggo questo componimento, mi emoziono poiché si percepisce il fatto che sia stato scritto con il cuore e con quanta accuratezza siano state scelte le immagini. Una delle cose più belle in grado di arrecare gioia è elogiare il proprio amato o la propria amata o semplicemente una persona per cui si prova molta stima e che ne è degna.

E voi cosa ne pensate?

Un bacio a tutti!

https://siderasplendensinterra.wordpress.com