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Marco Sollini e la grande musica nei luoghi più suggestivi d’Italia, lo scorso giovedì al Tindari Festival. Spettacolo originale, perfette esecuzioni musicali, racconti fiabeschi. La voce di “Shéhérezade” affidata a Gilda Buttà, per la prima volta la sua voce ha raccontato storie antiche del regno di Persia introducendo l’esecuzione al piano a 4 mani di Marco Sollini e Salvatore Barbatano. L’alternanza di parole e musica ha reso gradevole e leggero un repertorio tecnicamente difficile, eseguito alla perfezione dal duo Sollini Barbatano. 

Tindari (Me), 28/08/2021 – Le armonie della sera, il festival diretto da Marco Sollini che propone la grande musica nei luoghi più suggestivi d’Italia, è approdato lo scorso giovedì al Tindari Festival. Uno spettacolo originale che ha coniugato perfette esecuzioni musicali a racconti fiabeschi. La voce di “Shéhérezade” affidata a Gilda Buttà che seppur per la prima volta, si è presentata al pubblico con estrema scioltezza. La sua voce ha raccontato storie antiche del regno di Persia introducendo l’esecuzione al piano a 4 mani di Marco Sollini e Salvatore Barbatano della suite op 35 di Rimskij- Korsakov. L’alternanza di parole e musica ha reso gradevole e leggero un repertorio tecnicamente difficile, eseguito alla perfezione dal duo Sollini – Barbatano. 

Una straordinaria esecuzione di valse e romance, due pezzi a sei mani di Sergej Rachmaninov attuata dai tre pianisti, ha destato entusiasmo negli spettatori che hanno chiesto a gran voce il bis. Gilda Buttà ha regalato al pubblico della sua Tindari la sonata più celebre del film “La leggenda del pianista sull’oceano”, che nell’immaginario collettivo ha tre genitori : Tornatore, Morricone e Buttà. Marco Sollini e Salvatore Barbatano acclamati, hanno concesso il celebre brano “Il Cigno” di C. Saint-Saens tratto da “ Il carnevale degli animali”. “Shéhérazade – Le mille e una notte” è stato uno spettacolo che ha toccato le vette più alte dell’arte insieme al valore così profondo dell’amicizia che diventa virtù. L’affiatamento e l’affetto tra i tre pianisti ha reso l’esecuzione a sei mani, operazione complicata adatta solo ai grandi, apparentemente semplice . Concerto riuscito alla perfezione, da non perdere se fosse riproposto in altri luoghi magici come Tindari dove a regnare è la Storia.