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Riflessione di un narratore… Raoul Bianchini

Riflessione di un narratore… Ti vedo mentre seduta sulla scogliera sul far della sera dipingevi il tuo acquerello, erano gli anni in cui non conoscevamo ancora la paura, anni in cui non era necessario dimenticare le nostre memorie vivevano congiuntamente nelle tre dimensioni del tempo. Ora mi domando carissima Madre che brilli da un luogo che non conosce le nostre inquietudini come tutto ciò sia stato possibile. 

D’improvviso comprendo che la tenaglia che ci ha stretto in questi anni sia stata l’urgenza del vivere è stato come un eco imposto da questa società che tutto divora con uomini che credono di raggiungere l’immortalità a sciorinare filosofie trite e ritrite del vivere adesso come se non ci fosse un domani o di desiderare ardentemente innescando la legge di attrazione. 

Specchietti per le allodole preferisco immaginarti dipingere il tuo acquerello in un universo a specchio dove sei in tutte le tue infinite forme mi guardi dalla scogliera ed io mi rendo conto di vivere in tutte le realtà possibili.