Venerdì 17 giugno  – ore 21, ingresso libero – alla Fondazione Luigi Longo (via Baudolino Giraudi 421- Castellazzo Bormida) si terrà il nono appuntamento della rassegna “E a un certo punto il rosso cambiò colore”,la serata dal titolo “Perdersi, ritrovarsi, perdersi ancora”, vedrà protagonisti la scrittrice Paola Farinetti che presenterà il suo primo romanzo “Tuffi di superficie” (Gallucci Editore, 2022)e lo spettacolo teatrale “riportami là dove mi sono perso” per la regia di Luca Zilovich e gli attori Michele Puleio e Maria Rita Lo Destro (Teatro della Juta – Officine Gorilla). “Tuffi di superficie” è un romanzo che procede per racconti dove non tutto è letteralmente vero, ma tutto è intimamente vero e crudo. Una donna di una cinquantina d’anni disegna sulla pagina scritta i fotogrammi della propria esistenza. Quella vissuta? Quella immaginata? È stata una bambina voluta, ma molto sola, una ragazza inquieta, una moglie e madre che ha vissuto momenti di felicità e di profondo dolore. A partire da dettagli apparentemente insignificanti – un cappotto di tweed, una ciabatta, la scia di un piccolo aeroplano – Paola Farinetti si tuffa nel mare dei ricordi per poi riemergerne portando alla luce il senso dell’esistenza. Intervistata da Paolo E. Archetti Maestri – che leggerà alcuni brani del libro e suonerà una canzone di Gianmaria Testa -, Paola, racconterà e si racconterà, ci presenterà la storia che anima le pagine e descriverà le scintille che hanno acceso la sua creatività, dando vita al romanzo. Dice la Farinetti: “Io sono una che non dimentica mai completamente, una che non è capace di chiudere le porte e dire mai più. Sono incapace di lasciare andare. I ricordi mi sopraffanno sempre, mi ritornano addosso come le maree e sempre, prima o poi, mi viene voglia di andare a riprendermeli”. Nel libro si racconta un quasi annegamento dell’io narrante in Sardegna. Scrive Farinetti: “Se mi sono salvata è stato soltanto perché, non so come, ho intuito che al mare non bisogna opporsi, come verrebbe d’istinto, ma assecondarlo, inchinarsi alla sua potenza, lasciarsi andare”. Paola Farinetti (Alba, 1967), figlia di un comandante partigiano che nel dopoguerra si è fatto imprenditore, lavora da più di vent’anni nel campo dello spettacolo, della musica, della cultura. Lo ha fatto a lungo con suo marito, Gianmaria Testa, indimenticato cantautore scomparso nel 2016, e con artisti come Erri De Luca, Paolo Rossi, Giuseppe Battiston, Giuseppe Cederna, Mario Brunello e molti altri. Ha un figlio adolescente che si chiama Nicola. Nella seconda parte della serata andrà in scena lo spettacolo “Riportami là dove mi sono perso” – che ha ottenuto significati riconoscimenti -. La regia e drammaturgia sono di Luca Zilovich, gli attori protagonisti Michele Puleio e Maria Rita Lo Destro (le voci off: Giulia Trivero e Paolo Arlenghi).  In “Riportami là dove mi sono persoEmma e Theo vivono la loro relazione, fondata su sentimenti profondi, in forte contrasto con il mondo che li circonda, una realtà esterna fatta di delusioni e di sconfitte, proiettata verso un futuro incerto, familiare e professionale. Forse sarebbero perfetti in una società altra ma quella in cui vivono è una società liquida che richiede ai protagonisti, e di conseguenza ai giovani come loro, continui adattamenti, continue rinunce e questo paradossalmente porta all’immobilismo e alla precarietà. “La paura di annegare è talmente grande che uno nemmeno ci va più al mare.”  Questa è la società liquida, quella che decreta la sconfitta della generazione dei trentenni, e la difficoltà dei rapporti è tale da suscitare il desiderio di tornare là dove tutto si è guastato, perduto, forse sotto un mucchio di oggetti vecchi che si sono accumulati e bisogna gettare via. Il mondo esterno attraversa le mura di casa con telefonate che generano invidia e frustrazione e spot pubblicitari che inneggiano a bisogni sempre più ingombranti, distruggendo l’equilibrio della coppia. Quando l’amore non basta e non si parla più solo di amore, in un mondo in cui bisogna parlare di pancia e pensare con la pancia, l’individualismo diviene estremo.  Theo e Emma cercano rifugio in qualcosa che nemmeno loro sanno cosa sia o dove stia. Indietro non si torna, ma da qualche parte dovranno pur (ri)comincare. Ci fa piacere ricordare che questa manifestazione culturale – curata artisticamente da Paolo E. Archetti Maestri ed Eugenio Merico -, ha il patrocinio del Comune di Castellazzo Bormida, e vanta la collaborazione de l’Associazione Gioco del Mondo, l’Associazione Memoria della Benedicta, Radio Gold e della Ristorazione Sociale “Ristò”. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, resta gradita la prenotazione ai numeri: 338.3285336 345.7395242 393.9094004, oppure scrivendo a segreteria@fondazioneluigilongo.it. Gli eventi si terranno al coperto nelle sale espositive della Fondazione Longo.