Presentate in Regione dal Presidente Bianco criticità su cui intervenire con urgenza

Peste Cinghiali: irrilevante il numero di animali abbattuti, ripartire subito con allevamento suini

Con aumento costi per guerra ucraina vanno rivisti parametri economici per quantificare danni

Peste suina africana, danni provocati dalla fauna selvatica e ricadute sul mondo agricolo, oltre che sull’intero territorio piemontese, tutela dell’incolumità pubblica. 

Sono stati questi i punti toccati da Mauro Bianco, Presidente Coldiretti Alessandria durante il su intervento in rappresentanza di Coldiretti Piemonte, al Consiglio regionale aperto sull’emergenza Peste Suina Africana, a Palazzo Lascaris. 

“La questione fauna selvatica, come più volte abbiamo fatto presente, porta con sé vari aspetti ed uno su cui non possiamo passare oltre è sicuramente quello dei risarcimenti dei danni alle produzioni agricole – ha spiegato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco nel suo discorso -. A fronte dell’aumento dei costi di produzione, causato dalla guerra ucraina, vanno rivisti i parametri economici utilizzati dai periti per quantificare i danni. Se, infatti, la metodologia introdotta con il provvedimento della Giunta regionale, lo scorso dicembre 2021, poteva essere adeguata in una condizione di normalità, adesso è necessario attualizzarla al mercato di oggi, adeguando anche le perizie già predisposte. Questo va ad aggiungersi alla richiesta di semplificare, nel complesso, le procedure per richiedere l’indennizzo dei danni, procedendo con tempi più rapidi ed agendo nella logica del «tempo reale». Passando poi alle problematiche relative alla Peste Suina, ricordiamo che, ad oggi, manca un effettivo risarcimento a favore delle imprese, in zona di restrizione, che hanno subito l’abbattimento/macellazione dei capi allevati. Quanto previsto dalla Regione non è sufficiente poiché non tiene conto delle effettive capacità che hanno le aziende di generare valore aggiunto: bisogna, quindi, prevedere un’azione di sostegno legata all’effettivo mancato reddito e creare le condizioni per fa sì che possano continuare ad operare nel tempo, considerando anche quelle che insistono nella zona buffer. Infine, è fondamentale dare alle imprese la possibilità, al termine del divieto di ripopolamento, di riprendere l’attività allevatoriale, pur nel rispetto delle misure di biosicurezza. Solo così possiamo preservare e mantenere la biodiversità dei nostri territori, garantire la sovranità alimentare e portare avanti l’allevamento delle razze storiche che tradizionalmente alleviamo in Piemonte”. 

Oltre alla drammatica situazione causata dalla PSA restano ancora aperte questioni sulle quali Coldiretti continua a puntare l’attenzione.

“La Regione non può continuare a far finta di nulla, in primis è necessario avviare un processo di riforma degli Atc e dei Ca per evitare situazioni incancrenite negli anni e superare l’attuale impostazione – ha sottolineato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Come per la caccia di selezione, è opportuno che la Regione attui un puntuale monitoraggio per rendere trasparenti i dati relativi agli abbattimenti effettuati, oltre ad ampliare l’orario durante il quale è possibile esercitare l’attività venatoria.  Per quanto riguarda la Peste Suina, ribadiamo quanto siano ancora irrisori i numeri degli abbattimenti dei cinghiali: parliamo di qualcosa di più di 2.000 capi circa quando l’obiettivo è quello di arrivare ad almeno a 50mila”.

Alessandria