Pieni e vuoti
nelle geometrie
raccontate dallo sguardo.
Pur se tacite
assorbono come spugne
luci artefatte
in un teatro che s’ingegna
d’interpreti inanimati.
L’emozione d’assiduo crescere
dà voce a un progetto statico
vocazione d’un salto di fantasia
ove un punto fermo
diventa più infinito e mobile
in un salto d’occhi
@Silvia De Angelis