Truman Capote

A sangue freddo

SoloTiz Perrone

Herb, Bonnie, Kenyon, Nancy. Oggi ricorre l’anniversario di quello che fu l’ultimo giorno di vita di questi quattro innocenti, madre, padre e figli, trucidati la notte tra il 14 e il 15 novembre 1959. Un delitto senza ragione, orribile, frutto di una infausta casualità che incrociò i destini della famiglia Clutter e dei loro carnefici, Perry Smith, esecutore materiale dei delitti, e Dick Hickock, ideatore del “colpo” che li avrebbe resi ricchi, ma che, di fatto, fruttò un bottino di circa 40/50 dollari.

Perché Perry ha sparato? Perché eliminare “in cold blood” quattro vite innocenti, gente per bene, che non aveva fatto loro alcun male? Chi erano Perry e Dick?

E poi la fuga, la cattura, il processo e la condanna alla pena capitale per impiccagione. Cinque anni nel braccio della morte e svariati tentativi da parte di Dick di far rivedere il processo, lui che non aveva premuto alcun grilletto.

Questo testo, primo nel suo genere, lascia nel lettore un senso di nausea profonda unito a stupore ed inquietudine; la pietà per le vittime, la domanda cruciale se la pena di morte sia davvero una via percorribile dall’uomo, la pietà, incredibilmente, anche per i colpevoli, per i quali non si può non versare una lacrima quando ne viene descritta, con dovizia di particolari, l’esecuzione…l’indiscutibile valore letterario per stile e composizione. Tutto contribuisce a fare di questo libro un capolavoro.

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri