Mahmood vince il Festival di Sanremo, sul podio Ultimo e Il Volo – La Stampa

ALBERTO MATTIOLI INVIATO A SANREMO

Il Sanremone finisce in gloria, dando un nuovo significato alla parola «noia». Come sarebbe andata a finire, lo si era già capito dopo cinque minuti.

Nel consueto numero di apertura con il balletto (ottimo e abbondante, al solito), Claudio Baglioni in smoking bianco da gelataio canta la sua vecchia hit, «E adesso la pubblicità». Uno dei versi recita: «E adesso è un quasi un secolo di noia».

Beh, sembra proprio una profezia. «Nessuno è perfetto», dice poi Claudio magno nell’omelia iniziale, dove mette il cappello sul Sanremone che verrà e che forse farà lui o forse no, ma che dovrà continuare «nel solco della musica al centro» e nella difesa della gloriosa canzonetta italiana, e così via (anzi, così sia).

Ventiquattro canzoni e tanto spettacolo: finalmente più spazio per Virginia Raffaele. Serata eterna, la critica premia Silvestri

Sorgente: Mahmood vince il Festival di Sanremo, sul podio Ultimo e Il Volo – La Stampa

Non è questo l’amore, di hashtagcomunicazione

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“In Italia, in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, una compagna, una figlia, un’amante, una sorella, una ex.

Magari in famiglia, perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore.

La uccide perché la considera una sua proprietà, perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, e sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.

E noi che siamo ingenue, spesso, scambiamo tutto per amore.

Ma l’amore, con la violenza e le botte non c’entrano un tubo.

L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione.

Noi, a Torino, che risentiamo della nobiltà reale diciamo che è come passare dal risotto alla merda.

Un uomo che ci mena non ci ama, mettiamocelo in testa, salviamolo nell’hard disk.

Vogliamo credere che ci ami, bene, allora ci ama male.

Non è questo l’amore.

Un uomo che ci picchia è uno stronzo, sempre, e dobbiamo capirlo subito, al primo schiaffo, perché tanto arriverà anche un secondo, e un terzo, e un quarto.

L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia.

Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti. No, ne abbiamo una sola.

Non buttiamola via.”

Dal monologo di Luciana Littizzetto sul palco del Festival di Sanremo 2013.

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