Momenti di poesia. ‘Metrò’, di Luisa Sisti

Momenti di poesia. ‘Metrò’, di Luisa Sisti

metropolitana
Nel ritmo delle ore quotidiane
stretta a spirale sul ritmo che divide
il tangibile dalla verità
scorre, annoiata e lenta, la metropolitana.
Luci azzurrine, occhi persi e lontani,
scie di colori e pause senza tempo.
Il suono di un violino
rauco traversa
il convoglio affollato.
Il samba di una terra mai sfiorata,
danze remote di genti mai incontrate ...
Tutto svanisce all'ultima fermata.
Restano ignoti vita e corpi
muti, sfuggenti nella normalità vestita
di linee e di colori inconsistenti.
Tra un braccio ed un profilo estranei,
riappare, a un tratto, il volto di un'amica.
E' morta da anni.
Per un istante torna sorridente
a indicarci qualcosa
o più semplicemente
a distanziarci dal nulla.
E' solo un soffio.
E' così che ogni giorno
migliaia di visioni traversano leggere
le porte del metrò: alcune vere,
altre più reali del sogno.
Accompagnato
dalla nenia del binario,
il treno si allontana.
E noi, corporee figure del destino,
artefici del quadrante vuoto
di una vita qualunque
ci rinfreschiamo, nel caldo estivo cittadino,
con un sorso dolciastro
di menta, orzata e gocce di veleno.

Tratta da "Il velo di Calypso" (2019)

 

La vita silente, di Luisa Sisti

La vita silente, di Luisa Sisti

La vita silente copia

Le nove di mattina del 15 ottobre 1963.

Sulla scrivania del piccolo studio era tutto in ordine: una lampada Tiffany; un quaderno degli appunti che riportava sulla copertina, scritto in corsivo, i Carmi di Jaufre d’Aquitaine; un libro sulle origini dei trovatori occitanici, preso in prestito alla Biblioteca dell’Accademia dei Lincei; una riproduzione fotografica della parte del manoscritto Riccardiano 2909 con i versi di Bernart de Ventadorn, Ara no vei luzir solelh, sui quali avrebbe lavorato il sabato e la domenica.

Finì di sorseggiare il caffè ancora bollente che sua moglie, come tutte le mattine, gli aveva portato nello studio, allacciò con precisione i due bottoni dei polsini rigidi della camicia, si accertò che nella cartella di lavoro non mancasse nulla e la chiuse dopo aver aggiunto gli occhiali da lettura.

Indossò la giacca doppiopetto del completo grigio chiaro, adatto per i primi giorni di autunno, verificò che il fazzoletto sporgesse dal taschino e che fosse perfettamente piegato, dopodiché strinse il nodo della cravatta assestandola con un colpettino preciso delle dita, in modo che cadesse alla perfezione.

Poggiò il leggero soprabito sul braccio, prese il suo Borsalino, lo spolverò con la mano destra e lo ondossò. Prima di uscire si controllò rapidamente alla specchiera liberty dell’ingresso per essere sicuro di non aver dimenticato nulla, vedendo riflessa la consueta immagine di sé…

Il velo di Calypso, di Luisa Sisti

Il velo di Calypso, di Luisa Sisti

La silloge “Il velo di Calypso” consiste in trentadue poesie ed è la storia della maturazione di una donna, un percorso che copre un arco di tempo di venti anni, intessuti di illusioni e disillusioni.

Il velo di Calypso copia.jpg

Le cinque sezioni di cui si compone sono legate ad altrettante ‘istantanee’ di solitudine (Gli attimi) o ispirate da una figura irraggiungibile (L’Inespugnabile) cui segue una lunga quanto sfortunata vicenda con un uomo incapace di amare e donarsi (Ulysses) dalla quale la protagonista, una Calypso ‘dolceamara’, esce emotivamente sfinita (La quiete).

Quando tutto sembra ormai affidato al silenzio, la donna scopre il vero amore (La gioia) e ritrova la capacità di sognare.

Il ritmo ambito è l’endecasillabo (cui è dedicata l’omonima ballata) difficilmente realizzabile con l’italiano moderno che non permette le parole tronche, ma gioca sulle assonanze, le rime interne e la sinalefe.

La disperazione che avvolge i componimenti come un velo, è la stessa di Calypso, simbolo omerico di generosità femminile, pronta a rinunciare a Ulisse per restituirgli la libertà. In questa raccolta, tuttavia, Calypso “invoca per se stessa vento e flutti” per non affrontare l’abbandono dell’uomo che cerca nel viaggio soltanto la fuga, la sfida, l’affermazione del proprio Ego.

Tra la donazione estrema e l’anelito di libertà, questa donna cresce, ama, soffre, spinta dal flusso inarrestabile della vita.

La scrittrice e poetessa Luisa Sisti è una nuova componente della redazione di Alessandria today

La scrittrice e poetessa Luisa Sisti è una nuova componente della redazione di Alessandria today

Nell’ambito di un piano di crescita qualitativa e quantitativa di Alessandria today, che stiamo perseguendo sin dalla nascita del blog, siamo lieti di annunciare ai nostri affezionati lettori che ci seguono sempre più numerosi, che la scrittrice e poetessa Luisa Sisti è entrata a fare parte della redazione, pertanto le diamo il nostro benvenuto e attendiamo di leggere i suoi post, qui di seguito la sua biografia.

Alessandria today

Pier Carlo Lava

Luisa Sisti copia

Luisa Sisti nasce a Roma nel 1960 e si laurea in Lettere con una tesi sperimentale sulle opere giovanili di Cesare Pavese (vincitrice dell’omonimo premio, 1996).

Sin da bambina ha coltivato la sua passione per la scrittura e la poesia, una passione che con gli anni, anziché affievolirsi e perdersi nei rivoli della vita quotidiana, ha trovato forza e vigore per esprimersi.

Per mantenersi anche agli studi, ha lavorato prima come segretaria, poi come impiegata (attualmente è ricercatrice in un ente ambientale) dividendo per lungo tempo la propria esistenza in una parte visibile e in una meno visibile, similmente al personaggio di Guido, protagonista del suo romanzo “La vita silente”.

Così come Guido scopre l’amore e la passione in età matura, Luisa decide di uscire definitivamente allo scoperto come romanziere nel 2016, proprio con “La vita silente”.

Nel 2019 pubblica la silloge “Il velo di Calypso”, 36 poesie curate nell’arco di venti anni ed ora si accinge a pubblicare il suo secondo romanzo (che è il seguito e la conclusione delle vicende iniziate nel primo) ambientato tra gli anni Sessanta e Ottanta in Italia. Continua a leggere “La scrittrice e poetessa Luisa Sisti è una nuova componente della redazione di Alessandria today”