intervista di Lia Tommi

Ho incontrato il Deputato capogruppo di Liberi e Uguali Federico Fornaro, per affrontare le tematiche più attuali e scottanti di questa fase politica.

– Perché è caduto il Governo Conte?

Sarebbe facile e per alcuni versi consolatorio, rispondere che la responsabilità della caduta del Governo Conte sia addebitabile unicamente a Renzi e alla sua azione proditoria.
Tra qualche tempo si capirà meglio se, come penso, Renzi sia stato uno “strumento” utilizzato da interessi forti più che il regista.
Non ricordo, infatti, uno schieramento antigovernativo sui mezzi di comunicazione come quello contro il governo e in Italia, come noti, non esistono, purtroppo, editori “puri”.

– Quali sono i provvedimenti urgenti sui quali deve produrre fatti concreti il Governo Draghi e sopratutto lei ritiene che ci siano i presupposti per raggiungere gli obiettivi?

Noi crediamo che sui temi del lavoro e della riconversione ecologica si debba aprire una nuova stagione di maggior tutela dei diritti dei lavoratori e di risposte attive ai cambiamenti climatici. La lotta alle diseguaglianze, in crescita da troppi anni, è fondamentale non solo per un principio di giustizia sociale ma anche per difendere la democrazia e le istituzioni.
Il governo Draghi ha un perimetro molto ampio, troppo ampio per non prevedere difficoltà nel trovare soluzioni di sintesi.
Molto dipenderà dalla capacità di ascolto e dal rispetto reciproco e ovviamente dalla capacità di mediazione del Presidente del Consiglio.

– Fornaro le dimissioni di Zingaretti secondo i sondaggi stanno provocando un calo di consensi del PD e con un aumento del M5S, è una situazione che in prospettiva se non risolta velocemente potrebbe creare dei problemi al Centro sinistra favorendo il Centro destra?

“ Le dimissioni di Zingaretti sono state un fulmine a ciel sereno, che rischia di alimentare un incendio assai pericoloso per la sinistra.
Credo si debba avere il massimo rispetto del dibattito che si è aperto nel Pd in vista dell’Assemblea nazionale in programma il prossimo 14 marzo.
È altrettanto evidente che quel che accadrà nel PD non può non interessare l’intero campo progressista.
Da tempo mi sono convinto che tutti i contenitori attuali, anche quelli più grandi, siano insufficienti rispetto alla domanda di rappresentanza di un popolo largo di centro-sinistra.
Oggi ci sarebbe bisogno, a sinistra, di più generosità e umiltà nel riconoscere i propri limiti.

– Secondo alcuni infettivologi non si sta prendendo nella dovuta considerazione la terapia domiciliare contro il Covid 19, lei cosa ne pensa?

L’esperienza del distretto Ovada-Acqui sulle cure domiciliari rappresenta un punto avanzato nella cura del Covid 19 ed è spesso portato ad esempio a livello nazionale.
Credo che sia la strada giusta per gestire l’emergenza sanitaria, evitando di scaricare tutti i problemi sugli ospedali.
Il Covid 19 ha messo in evidenza i pregi ma anche i limiti della sanità pubblica.
Bisogna rilanciare con forza la medicina territoriale. In futuro bisogna puntare, mi si passi lo slogan, a portare “l’ospedale a casa” investendo risorse e sfruttando al meglio le opportunità delle nuove tecnologie

– Una sua opinione sulla situazione locale, su Alessandria.

Sono fortemente convinto che la partita sulle comunali di Alessandria del prossimo anno sia ampiamente giocabile.
Se si riuscisse a mettere in campo l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile lanciata dal Presidente Conte si può vincere.
Per raggiungere questo obiettivo occorre lavorare da subito con una volontà collaborativa di M5s, Pd, Articolo 1-Leu e del multiforme mondo dell’associazionismo e del civismo alessandrino.

Non c’è più molto tempo e Alessandria certamente merita un amministrazione comunale all’altezza delle grandi sfide della contemporaneità.

Grazie a Federico Fornaro per la sua disponibilità e per la sua riflessione attenta e puntuale, pacata e quindi estremamente interessante e attendibile.