“IL LATTE DEI SOGNI”

Simone Leigh

Come ogni biennio anche quest’anno mi sono recata a Venezia per visitare la Biennale d’Arte intitolata “Il latte dei sogni”, la prima dopo il grande stop dovuto alla pandemia di Covid19.

Curatrice di questa 59 edizione è Cecilia Alemani.

Il suo lavoro comincia con l’individuazione di un’ispiratrice, Leonora Carrington (1917-2011), autrice de “ Il latte dei sogni”, dove la scrittrice surrealista descrivere un mondo magico dove la vita viene costantemente reinventata attraverso l’immaginazione e nel quale è permesso cambiare, trasformarsi, diventare altri sé.

Cecilia Vicuna

Dall’arte di Leonora Carrington si sviluppano filoni e tematiche descritte dagli artisti, che raccontano “la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; con la relazione tra individui e tecnologie; i legami che si intrecciano tra i corpi e la terra”

Jessie Homer French

Tre sono le aree tematiche attorno a cui si concentra la ricerca di questa edizione della Biennale Arte: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; la relazione tra gli individui e le tecnologie; i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra.

Gian Maria Tosatti (Padiglione Italia)

Come dice in modo sintetico la mia amata filosofa Rosa Braidotti, i cui scritti sul postumano sono stati davvero importanti per questa mostra, la fine della centralità dell’uomo, il divenire- macchina e il divenire- Terra.

Simone Leigh

La mostra “Il latte dei sogni” si articola negli spazi del padiglione centrale (arsenale), ai Giardini e in quelli delle Corderie, delle Artiglierie e negli spazi esterni delle Gaggiandre e nel Giardino delle Vergini nel complesso dell’Arsenale.

Uffe Isolotto

La mostra comprende più di duecento artiste e artisti provenienti da 58 nazioni.

Mrinalini Mukherjee

Per la prima volta negli oltre 127 anni di storia dell’istituzione veneziana, la Biennale include una maggioranza preponderata di artiste e persone non binarie; un deliberato ridimensionamento della centralità del ruolo maschile nella storia dell’arte e della cultura attuali.

Tau Lewis

“Il latte dei sogni” non è una mostra sulla pandemia, ma registra inevitabilmente le convulsioni dei nostri tempi. In questi periodi, come ha sempre fatto nella storia la Biennale di Venezia, l’arte e gli artisti ci aiutano a immaginare nuove forme di coesistenza e nuove, infinite possibilità di trasformazione.

Candice Lin

📸&✍🏻 Nicoletta Zappettini