28 luglio, “giornata mondiale della conservazione della natura”, una mia poesia 👇

TERRA MADRE

Quanto soffri, terra madre?

Quanto dolore

devi sopportare,

nelle viscere del tuo ventre?

Hai dato alla luce

boschi e pinete,

montagne rocciose,

verdi colline, vallate

e praterie sterminate.

Hai donato tutta te stessa

a quest’umanità ingrata

che t’ha presa, egoisticamente,

sfruttata, consumata,

stuprata, fino allo stremo

senza rispetto, né alcun freno.

Ghiacciai perenni

disgelati, si disfano

sotto gli occhi del cielo

e non bastano fiumi,

né mari, né oceani

ad arginare l’impeto

di cotanto fluire

causando lo squilibrio ambientale

e disastri naturali.

Fiamme divampano

nel cuor del creato

e i tuoi figli, dal seno,

l’uomo crudele ha strappato

senza alcuna pietà,

né amor per la vita,

nel rogo acceso dalla crudeltà.

Non basterebbero

tutte le lacrime degli angeli

a piovere sul dolore,

a spegnere il fuoco

che devasta l’universo

e animali uccisi

dall’egoismo umano

non faranno più ritorno

tra le braccia del mondo.

Ascoltami, mia terra madre,

perdona chi ti ha fatto

del male

perché accecato dal progresso

egli ha ferito solo se stesso.

Riportaci le vecchie stagioni

nel ciclo di vita normale

chissà che rinascano i fiori

nel nuovo giardino, domani

e forse verranno le fate

a danzare e a parlarci d’amore.

Teresa Tropiano