Si è assistito a forme di strumentalizzazione politica in occasione della decisione di Laura Pausini di non voler cantare Bella Ciao. Come ho già scritto nel post che riporta l’ufficialità della notizia Ansa la sua decisione qualsiasi fosse stata avrebbe ricondotto ugualmente a critiche “sovraniste” da un lato o “populiste” dall’altro.

Situazioni che fanno ricadere in quelle forme erroneamente “stereotipate” che hanno visto disfunzionali convenzioni nella storia del nostro Paese e non solo. Il riferimento va ai comunisti che non entravano in chiesa o ai ricchi che non votano a sinistra.

Niente di più falso, il problema di fondo sta nel fatto che fin quando non si esce da questa mentalità di far seguire le decisioni individuali al proprio vissuto ed al contesto in cui si sviluppano accorpandole a ciò che la memoria qualunquista ha sempre “deliberato” si rimane fermi al palo.