Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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DEBUTTO UFFICIALEMOSTRI SACRI Pasolini, Caravaggio, Noi Recital teatrale con Monica Selene Massone Visioni _47 via Trotti 47 Alessandria 

DOMENICA 27 NOVEMBRE 2022 ore 18:00  DEBUTTO UFFICIALE

MOSTRI SACRI Pasolini, Caravaggio, Noi _Recital teatrale con Monica Selene Massone  

Visioni_47 via Trotti 47 – Alessandria _ Ingresso 15 euro con piccolo rinfresco a seguire

Informazioni e prenotazioni: 389 422 6172 (Salvatore) 348 4024894 (Monica) 

Ideazione: Monica Massone

Drammaturgia: Elena Forlino 

Inserti narrativi: Monica Massone 

Regia: Elena Forlins Forlino 

Interprete: Monica Massone 

Tecnica: Roberto Scarpa

Produzione: Quizzy Teatro di Monica Massone

NOTE

Un’attrice chiamata ad affrontare Pasolini e Caravaggio. Una donna e l’interrogarsi sul significato dell’espressione “Mostri Sacri” e sull’arte come emanazione di genio e smisuratezza.
Una donna-attrice, soprattutto una di noi, che trova, mediante il lavoro teatrale, attraverso metafore e profonde emozioni, dei forti punti di contatto tra sé e la grandezza dei due uomini. 
“Mostri Sacri” è un viaggio all’interno di una storia d’amore, piccola e apparentemente di poco significato, che però ci restituisce tutta la potenza di quanto il sentimento, inteso come elevazione ma anche come violenza e passione, ci trasformi, tutti quanti, in mostri prima e, con un po’ di coraggio, in sacri poi.
La domanda che guida lo spettacolo è: da qualche parte, esiste un Caravaggio o un Pasolini anche dentro di me? La risposta è arrivata durante il lavoro di costruzione del copione, approcciato con la tecnica del “Dramaturg”, in cui l’attrice raccontava sé stessa, la sua prima storia d’amore e, in seguito, parti autobiografiche che hanno lasciato il segno, mentre la dramaturg componeva, sui racconti veri, una storia che avesse risonanza anche nella letteratura di Pasolini, nonché nella vita e nelle opere di Caravaggio. Ne è nato un lavoro in cui Massone, Pasolini, Caravaggio si fondono a creare non più il distacco che ci separa dai grandi della storia, della letteratura, delle arti, ma a sollecitare in ciascuno l’idea che noi, umani, siamo capaci di essere sia mostri, sia sacri. Un inno quindi alla propria autenticità, alla vitalità di essere ed affermare il proprio sé, la ricerca di un posto nel mondo. Ma anche un inno alla cultura, che spesso ci tende una mano nella vita e ci impedisce di affogare, prima di aver lasciato un’impronta decisiva nella nostra o altrui vita.
Il Recital alterna un racconto di conduzione in nuova drammaturgia alla biografia di Caravaggio, alle parole stesse, prosaiche, poetiche e cinematografiche, di Pasolini. La musica, di genere pop ed elettronico, contribuisce a ricreare ambienti, atmosfere e circostanze.
“Mostri Sacri” ha, dunque, la caratteristica di voler avvicinare Caravaggio e Pasolini allo spettatore, mediante il racconto di un amore che lega Monica, la narratrice, ad Andrea, un musicista, sentimento che, dalla prima adolescenza alla prima giovinezza, “compie tutto il suo giro” e contiene, in nuce, la ragione delle lotte e la premessa delle teorie che caratterizzarono il talento del grande pittore e del grande letterato.

Note delle autrici:
La partenza è stata l’opera dei due grandi autori, entrambi, in vita, paradigma di coraggio, ambivalenza e autenticità. Osservare e restituire la verità di un volto, di una condizione, di un’esistenza è la volontà e la virtù di Michelangelo Merisi, alias Caravaggio, e di Pier Paolo Pasolini, due “Mostri Sacri” rispettivamente della pittura e dell’arte letteraria e cinematografica, che, attraverso la sicurezza e l’assertività del loro agire, il superamento di formalismi e convenzioni e il rifiuto di ogni asservimento al Potere precostituito, furono promotori di un cambiamento di sensibilità e percezione internamente alla collettività del loro tempo, nonché di un movimento destinato a definire sia un’etica, che un’estetica capaci di rompere equilibri e costrutti e rigenerarne di nuovi scaturiti dal profondo della società, come espressione di voci e bisogni di chi ne è al margine, negato o estromesso da essa per la “colpa” della propria diversità o inadeguatezza.
In un’epoca di contrasto tra omologazione, adeguamento a modelli di correttezza sociale e affermazione della coscienza e identità del singolo, le figure Caravaggio e Pasolini tornano alla prepotenza della loro necessità, anche per il dichiarato monito a rivelare, senza alcuna angoscia o reticenza, il proprio sentire e la propria coscienza critica, in pratica ad avere il coraggio di essere realmente se stessi.
Caravaggio e Pasolini restano, pur tuttavia, due figure di genio, la cui complessità soverchia l’ordinario, due “Mostri Sacri”, appunto; rimane, perciò, la necessità di poter toccare con mano la loro presenza, fare esperienza del loro pensiero, riconoscere l’autenticità e l’utilità del loro messaggio nella quotidianità di ciascuno di noi.
La scelta di parlare di amore e di musica è motivata dalla stessa presenza di cognizioni compositive a strutturare le opere di entrambi gli artisti, nonché, a un livello più prosaico, la passione che univa Caravaggio ai suoi committenti e modelli, così come Pasolini fece dell’eros un veicolo di senso e di critica sociale.
Perciò, sono tre le linee narrative tracciate: il personaggio di Monica connette, tramite il racconto della sua storia, lo spettatore sia a Caravaggio, che a Pasolini – a loro volta congiunti per affinità di etica ed estetica – mediante l’aprirsi, per analogia di eventi, di “finestre” attraverso cui parlano e agiscono gli altri due protagonisti. 
In generale, quindi, Monica, Caravaggio e Pasolini sono in armonia e bilanciano i rispettivi pesi narrativi e scenici; il linguaggio subisce una variazione, colloquiale e informale quello di Monica, poetico quello di Pasolini ossia le sue stesse parole, letterario quello di Caravaggio (essendo tratto da una biografia), ma sempre vi è una ricerca di accordo e consonanza tra le parti, così da conferire uniformità al tutto. Il Pasolini interpretato è quello della giovinezza a Casarsa, dei primi turbamenti e delle prime passioni, della fuga a Roma e della scoperta delle sue borgate, della critica a una società dedita al consumo, anche dei corpi, un Pasolini in prevalenza poco conosciuto, come quello della struggente dedica a una Marylin Monroe bambina, fragile e vulnerabile. Di Caravaggio si ripercorre la vita attraverso i principali episodi di crisi e conflitto con committenti, modelli, creditori, nonché le cause di un temperamento giudicato folle e aggressivo.
A ciascun personaggio è riservato un “luogo deputato”, Caravaggio e Pasolini due postazioni a leggio, mentre Monica ricostruisce, con il suo muoversi sulla scena, le diverse ambientazioni della sua linea narrativa.

Biografia sintetica
Monica Massone: Diplomata attrice presso la “International Acting School” di Roma (Corso di Formazione Professionale a riconoscimento statale). Laurea in D.A.M.S. (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo), a indirizzo Teatro Educativo e Sociale, presso l’Università degli Studi di Torino.
Studentessa di Drammaturgia Performativa e Comunitaria presso il Centro di Ricerca per il Teatro di Milano, di Teatro Sociale presso il Social Community Theatre Centre di Torino, di Arti e Terapie Espressive presso il Corso Specialistico indetto dal Teatro Integrato Internazionale di Roma e di Storytelling presso la Scuola Holden di Torino.
Titolare di “Quizzy Teatro”: attività di produzione, organizzazione e allestimento di spettacoli di teatro di prosa, di teatro per l’infanzia e di teatro per il sociale. Formatrice e conduttrice di Laboratori di Teatro per bambini e ragazzi di Scuole e Centri Aggregativi piemontesi, nonché di Teatro Fisico e Teatro di Prosa per giovani e adulti.
Direttrice Artistica e Organizzativa nell’ambito del progetto “Corto Circuito” sostenuto dalla Fondazione “Piemonte dal Vivo” – Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo.