Alessandria, pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Nephro Walking: studio pilota per il benessere psicofisico nel dializzato e trapiantato

Attivato un programma di attività fisica nel percorso terapeutico del paziente nefropatico

Uno studio per implementare un programma di attività fisica all’interno del percorso terapeutico di pazienti adulti dializzati e trapiantati. È questo l’obiettivo di Nephro Walking, il progetto che infermieri e medici del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, diretto da Giovanni Demicheli, ha avviato nelle scorse settimane con il coordinamento dell’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie inserito all’interno del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, diretto da Antonio Maconi.

Il gruppo del personale che si occuperà di seguire i pazienti selezionati per lo studio è composto da sei infermieri, la coordinatrice e un medico nefrologo del Reparto di Emodialisi dell’Azienda Ospedaliera. I componenti hanno partecipato a un percorso di formazione presso l’Associazione NWP Alessandria, permettendo loro di conseguire l’Attestato di “Accompagnatore di Nordic”.

Il progetto di studio prevede degli incontri di un’ora, con una cadenza di due la settimana, che si terranno nel giardino del Centro Riabilitativo Polifunzionale Teresio Borsalino di Alessandria e avranno una durata di circa due mesi e mezzo, per un totale di 22 sedute, comprese quelle teoriche.

Sono anche in programma test specifici (Indice di Recupero immediato tramite cicloergometro) dal medico dello Sport che collabora con il reparto, prima e dopo i tre mesi di studio per dimostrare l’incremento della prestazione fisica almeno del 10% rispetto alla normale vita quotidiana, mantenendo il monitoraggio dei seguenti parametri: Pressione Arteriosa, Frequenza Cardiaca,  Composizione della Massa Corporea tramite Bioimpedenziometria e Saturazione. Inoltre sarà valutato lo stato di qualità della vita tramite appositi strumenti prima e al termine del programma riabilitativo e sarà effettuato il monitoraggio di esami ematochimici.

Il principio che guida questa progetto è rappresentato dal benessere del paziente con patologia cronica: l’obiettivo, infatti, è proprio quello di migliorare lo stato di salute fisico, psicologico e sociale della persona. L’esercizio fisico, è bene ricordare, può essere utilizzato come strategia per trattare la malattia renale cronica, dato che ha un effetto positivo mirato su diversi fattori di rischio, come l’infiammazione cronica, le malattie cardiovascolari, il diabete e l’ipertensione.  

La camminata nordica, nello specifico, rispetto alla normale camminata, richiede l’applicazione di una forza ai bastoni a ogni passo. Ciò implica l’uso dell’intero corpo (con maggiore intensità) e determina il coinvolgimento di gruppi muscolari del torace, dorsali, tricipiti, bicipiti, spalle, addominali e spinali, assente nella normale camminata.  

L’attività può generare un incremento fino al 46% nel consumo di energia rispetto alla camminata senza bastoni e il coinvolgimento forzato della muscolatura genera effetti superiori a quanto ottenibile con una normale camminata con gli stessi ritmi.

L’esercizio fisico, anche moderato, ma costante, influisce positivamente sulla qualità della vita,  incrementando la performance fisica sia su risultati di salute clinicamente importanti (Pressione Arteriosa, Saturazione, parametri di laboratorio e composizione massa corporea) sia su quelli inerenti la sfera affettiva ed emotiva.