Racconti: LE INDAGINI DELL’ISPETTORE NONLOSO’ FERRAGOSTO AL LAGO (Seconda parte) di Roberto Busembai (errebi)

Racconti: LE INDAGINI DELL’ISPETTORE NONLOSO’ FERRAGOSTO AL LAGO (Seconda parte) Roberto Busembai (errebi)

Ispettore Nonloso’

LE INDAGINI DELL’ISPETTORE NONLOSO’ FERRAGOSTO AL LAGO (Seconda parte)

Si chiamava Marta, Marta Antoni, aveva circa vent’anni, era bella come tutte le ragazze in quella giovane età, bruna di capelli e occhi neri come il carbone ma grandi e di un immane splendore, era stata la ex ragazza di Nicola, ma la cosa era durata poco e forse Paolo ci aveva provato, ma qualcosa non doveva aver funzionato perchè sul fondale di quel dolce lago, qualcuno della finale di pesca, era rimasto agganciato con l’amo a qualcosa di grosso e di impossibile da trascinare a riva.

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Si era allertata la protezione civile, la polizia, la scuola subacquea dei carabinieri e si era trovato quel sacco nero con avvolto dentro il corpo esanime di Marta. Era stata certamente presa per la gola e soffocata, visti gli arrossamenti e abrasioni sul collo, non c’erano segni di arma da taglio o di fuoco, il resto si sarebbe scoperto, il prima possibile, dal servizio di investigazione medica e criminologia, con l’autopsia.
E Paolo era definitivamente scomparso..

L’ispettore Nonlosò, mal volentieri, si sentì purtroppo costretto a seguire quelle indagini con il collega del posto, un certo Martini, primo per l’amicizia nei confronti del Rubini, secondo perchè il giovane Martini, gli fece una richiesta scritta, voleva che mettesse a prova la sua grande esperienza e che lo aiutasse in quanto alle prime armi.
Quella chiacchierata con Nicola, riguardo a chi fosse la ragazza con cui si era fermato a chiacchierare Paolo, non era stata fatta, perchè la notizia del ritrovamento avvenne proprio quando i due, Rubini e l’ispettore si stavano recando alla casa del guardiano. Era stato allora tutto un susseguirsi di notizie e indagini del momento, ma ora che le cose prendevano il normale iter operativo, Nonlosò arrivò da solo alla casa di Giovanni e bussò:
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Racconti: LA VERITA’ E LA FAVOLA, di Roberto Busembai

Racconti: LA VERITA’ E LA FAVOLA, di Roberto Busembai

Fabulae e Fiabe

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LA VERITA’ E LA FAVOLA

La Verità è un’umile e timida signora, che nuda abita nei fondali di un profondissimo pozzo, ma un giorno, stanca e abbattuta dall’eterna solitudine, uscì decisa dal pozzo per andare incontro alla gente.
L’idea sarebbe stata bella, ma già dai primi che la incontrarono ne fuggirono come cosa brutta, allora lei non si perse d’animo e cominciò a bussare caritatevolmente alle porte delle case, ma tante non furono aperte, tante gli furono addirittura sbattute in faccia, nessuno voleva accoglierla e averla intorno.
Alla Verità, umiliata e depressa, non rimaneva che ritornarsene alla sua vita in disparte e in piena solitudine, e così si incamminò per la campagna intenta a ritornarsene alla sua dimora, ma il destino volle che incontrasse una bellissima signora, rivestita di trine e sete leggere e colorate, veli e gioielli, alcuni falsi, pochi veri, ma tutti sfavillanti: era la Favola!
“Buon giorno”, fu il saluto cordiale della Favola, “cosa fai da sola su questa strada dismessa?”
“ Sto morendo di freddo, lo vedi?” rispose la Verità “ eppure nessuno mi vuole aiutare, non c’è un qualcuno che voglia sapere di me, appena mi avvicino, scappano tutti”.
“ E pensare che io e te siamo anche parenti…parenti strette, e io , invece, dove vado, sono assai bene accolta. Però posso capire” aggiunse la Favola “ te hai un grosso torto: ti presenti nuda e troppo poco vestita…No, no!….Sai ho un’idea, facciamo così….riparati sotto il mio mantello e andiamocene insieme come buone sorelle. Sono certa che sarà conveniente per tutte e due, vedrai, i savi mi accoglieranno in grazia della Verità che nascondo e i pazzi ti faranno festa perchè sarai frusciante delle mie sete e luccicante dei miei gioielli!”

Spesso la Verità è troppo cruda (nuda) che soltanto nella Favola trova l’abito per potersi presentare e a noi non resta che ascoltare, in fondo la funzione della Favola non è altro che arrivare a chi la verità non vuole ascoltare e far si che possa cambiare il suo modo di “guardare”.

Mio riadattamento da una favola di Jean Pierrre Claris de Florian

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: Illustrazione by Kuri Huang

Momenti di poesia. DIALOGO, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. DIALOGO, di Roberto Busembai Errebi

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DIALOGO

Ti guardo e ti parlo
e so perfino che mi ascolti,
ma non farti illusioni
io sono un uomo come tanti
con i suoi momenti belli
ma anche con tanti problemi
e dolori,
la vita non è certo quella
che si vorrebbe fosse,
ma quella che spesso ci è data
ma anche maneggiata,
tu comunque non preoccuparti,
la mia fedeltà nei tuoi confronti
spero sia eterna, o se non altro
al di là delle prospettive comuni.
Io, rispose il gatto,
vedo in te colui che mi ama,
che mi offre il suo affetto
e che mi aiuta nella sopravvivenza,
donandomi cibo e protezione,
siete voi umani che vi fate
un sacco di problemi,
io della vita prendo quello che mi dona
e non mi cruccio,
che sia un topo o un pezzo di pollo
o per oggi niente,
quello che conta è di averti accanto,
non mi lamento,
faccio le fusa, e se ho proprio un dolore
miagolo solo per farmi capire.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

IL DILUVIO UNIVERSALE, di Roberto Busembai

IL DILUVIO UNIVERSALE, di Roberto Busembai

Il Libro

IL DILUVIO UNIVERSALE

Allora Dio disse a Noè: “ E’ venuta per me la fine di ogni uomo, perchè la terra, per causa loro, è piena di violenza………”

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E non si poteva discutere dell’ordine dettato, e non si poteva neppure ribellarsi del volere della Sapienza, che se fosse stata proprio tale, forse non ci sarebbe stato il male, ma si doveva accettare e subire, piangere e morire, e si doveva soccombere al destino o al fato,come se al momento non si dipendesse dalla solita Sapienza che ci aveva creato, e non si doveva sapere e si doveva prendere quello che avveniva e si doveva anche pensare che era cosa buona e giusta.

“…Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figlie, per sottrarsi alle acque del diluvio. Degli animali puri e impuri….e di tutti gli esseri viventi sulla terra come Dio aveva comandato….”

Furono silenti e gaudioso riparo dai tempi, furono boriosi sentimenti, furono grazie infinite alla Sapienza che aveva fatto la sua buona scelta, e entrarono tutti, indistintamente, i prescelti e i fortunati, i raccomandati e i falsi imbonitori, furono lascivi e furono falsi, furono importanti e furono contenti e fu cosa buona e giusta la scelta e la risoluzione, la terra invasa dalle acque e tutta la sua genitude, e tutte cose viventi, innocenti pure, e tutto come fosse purificazione, con appresso un seminatore e tutti i seminatori per un futuro, “migliore”, come se la Sapienza non sapesse, e non immaginasse, che del male pure si trasportava dentro e non solo beatitude in quell’arca enorme da salvare ogni genere, che forse sarebbe stato più dissacrante e non divino ricrearlo nuovo. Continua a leggere “IL DILUVIO UNIVERSALE, di Roberto Busembai”

L’ARCA DI NOE’

Dalla mia pagina FB: ” Il Libro”

E furono discendenze, e furono nuove culture, nacque il lavoro e la prosperità delle terre, nacquero gli scambi e le invenzioni, nacquero le costruzioni e il darsi da fare, e nacquero le discussioni, le invidie e i malaffari, le ingiustizie e i cattivi desideri, nacquero le discendenze dal bene contrapposte alle forti discendenze dal male.
Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male…….E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo…
E la Sapienza ebbe il dubbio atroce, e la Sapienza non poteva non sapere, e la Sapienza si malediva pure e dispiaceva del suo fare, e come avere forza e coraggio nella fragilità di un sapere? E l’uomo ebbe sempre più grande il dubbio e il credere, e l’uomo fatto di sola carne e anima fluente visse nell’incertezza sempre e nell’incerto si accostò alla fede e questa lo rapì per velare il dubbio atroce dell’incertezza e del rifiuto della Sapienza che lo aveva creato insieme, nel tempo delle cose giuste e buone e delle contentezze.
Il Signore disse: “ Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato………”
E venne lo sconforto, la solitudine del cuore, l’abbandono forzato, la delusione e il rancore, e venne il misto odio all’amore, e così l’uomo si ritrò sempre più solo con le sue inutili forze, con solo il desiderio come un male e di contro la rabbia e il disprezzo di chi lo aveva creato. E la Sapienza non era più tale e sulla terra infuocava il male, e nacquero così le forti invidie, gli eccidi e il salvarsi dal niente, e dal niente sopravvivere e lottare e nacquero le credenze o le dicerie.
Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore
E venne la discriminazione, vennero le preferenze, nacquero le divergenze, i raccomandati, i protetti, i salvati, e nacquero ancora più immense le differenziazioni, le invidie e le gelosie, le ribellioni e le ingiustizie, e venne il fidato, il tenuto di conto, il crumiro, il falso e lo sbugiardato, il vile e il vigliacco, il falso credente, il preferito, e nacquero le diffidenze, le ingiurie, le maldicenze, i sospetti e le verità nascoste, le false apparenze, le convenienze.
Allora Dio disse a Noè: “ E’ venuta per me la fine di ogni uomo., perchè la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme alla terra. Fatti un’arca di legno di cipresso e dividila in scompartimenti……”
La colpa del peccato ricadde su colui che l’aveva subito e non su chi l’aveva provocato.
“Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, …….Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli….Entra nell’arca tu con tutta la famiglia perchè ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione…..”
E la Sapienza ebbe la certezza, si fece furba e pure falsa con se stessa, della distruzione del mondo e del suo creato, in grande parte ne faceva morte, ma non effettivamente, perchè di ogni specie animale e di piante ne fece salvezza e non pure del suo, prima “maledetto” uomo di cui si era pentita, nonostante, ne salvava la fattispecie e pure se l’era scelta.
E nacquero da queste generazioni ugualmente e sempre più potentemente, l’odio, la guerra e la discriminazione!
“ Di ogni animale puro prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina, degli animali che non sono puri, un paio , il maschio e la sua femmina…….perchè tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti……” Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
E tutti o nessuno seppero di quello che sarebbe poi accaduto? O soltanto il protetto, segretamente, si mise a costruire quel mastodontico oggetto che avesse a contenere tutte le specie del mondo animale ivi compreso con la sua famiglia? E vennero giorni oscuri, giorni di battaglie, di raduni,di violenze e di lotte per sopravvivenze, ma quali forze immani si potevano mai avere, quali proprietà di annullare il già deciso si potevano conquistare, la Sapienza prevaleva su tutto soltanto la sua decisione e il suo volere erano dalla sua parte, e nacquero così negli animi di coloro che entravano nell’arca la supposizione di essere superiori, di poter poi decidere di quello che rimaneva, loro sarebbero stati “fattori” delle nuove discendenze, e nacquero di nuovo le violenze e il sopraffare, le ingiustizie colorate da cose buone, e fu cosa buona e giusta questo affogare.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Affresco de l’Arca di Noè – Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore – Milano

Momenti di poesia. IN QUELLO SPAZIO, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. IN QUELLO SPAZIO, di Roberto Busembai Errebi

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IN QUELLO SPAZIO

E nello spazio che rimane
tra i tuoi occhi e i miei
uniti e vicini,
in quello spazio tra due bocche
calde e frementi,
in quel frangente di
tempo che non ha spazio temporale,
vive tutta la passione
e sorge il sentimento
che si trasforma
in un amore anche violento,
quel tanto che possa bastare
a non farti mai male,
e in quello spazio
che non ha valore imminente
si nasconde
la frazione di un battito di cuore.
E ti bacio adesso o tra un poco,
ma quel tanto che è bastato.

Roberto Busembai (errebi)

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GEORGES SIMENON – LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO MAIGRET

GEORGES SIMENON – LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO MAIGRET

Rileggendo

GEORGES SIMENON – LE INCHIESTE DEL COMMISSARIO MAIGRET

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Ci sono cose nella vita che difficilmente sappiamo spiegare, ma capitano e talvolta non sappiamo nemmeno darne un giusto significato, ma sono cose che ti appaiono e ti girano intorno, fatti, sensazioni, momenti quasi uguali o se non alro che si associano nel tempo per un solito e comune motivo e ragione.

Ero in seconda elementare, che il mio maestro, il mio caro e onesto maestro, fece una lezione nella classe di una città a lui familiare e ce la descrisse con tutto quell’amore e quella passione che un padre possa parlare di un figlio, come un amante parli della sua amante, e quella città era Parigi ed io, appena ne ebbi l’approssimativa cartina della città tra le mani, che lui ci fece vedere, me ne innamorai in un amore infinito che non ha mai smesso di crescere e di alimentarsi.


Ed è in questo amore interiore, che ritrovai nei racconti di Maigret, rappresentati come sceneggiato in quel lontano periodo, alla televisione, un blanche noir fumeè, un tuffo nella Parigi dei sottoborghi, delle quai della Senna, un personaggio che mi affascinava e del quale non ho più potuto togliermi dalla mente.


Dopo questa lunga premessa, e dopo tantissimi anni trascorsi, e dopo aver digerito la sopra nominata metropoli nelle tantissime visite effettuate, rieccomi ancora una volta a parlarne, ma non tanto della città ma di un suo protagonista. Alcuni giorni fa, rovistando in un mercatino dell’usato, ho avuto tra le mani un anonimo volume, anonimo nella copertina perchè era un’antica rilegatura, senza immagini ne titoli, l’ho aperto e ne sono rimasto esterefatto, era una raccolta di alcuni racconti gialli di Georges Simenon ovvero le Inchieste del commissario Maigret.
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Momenti di poesia. SONO PASSATI GIORNI, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. SONO PASSATI GIORNI, di Roberto Busembai

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SONO PASSATI GIORNI

Sono passati giorni come fossero
stati anni per non dire secoli,
da quando vi ho lasciato
soli sulle righe di un ricordo,
frasi comuni e forse un poco
speziate e soffici
da farvi emozionare,
ma parole scritte che restassero
nel cuore.
Sono trascorsi i giorni
come sempre al sorgere di un sole
e al tramontare di un sogno
che ci porta inequivocabilmente
a sperare,
ognuno nel suo nido di passione
nel suo agire comune,
nel suo racchiuso paradiso
o inferno del vivere quotidiano,
ma vi ho lasciato
con un comune desiderio
e sentimento naturale,
l’ho scritto con il cuore
e con la penna del pensiero.
Sono passati giorni
ma l’amicizia che vi porto
non ha freno.

Roberto Busembai (errebi)

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TU LUNA, di Roberto Busembai

Ma quante notti insieme
e tu ti sei venduta,
per un poco di notorietà,
per un dispetto al sole.
Eppure era ieri,
tanto tempo prima,
che eri la nascosta immagine
della poesia e della speranza,
quella che aiutava le maree,
che cambiava l’umore,
che influiva dentro il cuore,
che segnava il posto
con un raggio opaco
sulla spiaggia deserta.
Eppure era ieri,
tanto tempo prima,
che brillavi il mare,
e la neve sui monti,
che accompagnavi i solitari,
i poveri e gli audaci
delle notti lunghe,
che entravi piano piano
con rispetto e devozione,
sopra un letto sfatto
a illuminare il corpo
per renderlo speciale.
Ma quante notti insieme
e poi ti venduta,
puttana dell’uomo conquistatore,
e hai dilapidato il sentimento
come se non fosse niente,
e dell’etereo e speciale,
sei diventata un niente,
quella che viene dopo il sole.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web :The Full Pink Moon (April 19, 2019) by Milamai

Racconti. LA RANA E IL BUE, ERREBI da una favola di Fedro del secolo I

Racconti. LA RANA E IL BUE , ERREBI da una favola di Fedro del secolo I

Fabulae e Fiabe

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LA RANA E IL BUE

Una piccola rana, un poco spocchiosa e vanitosa, si specchiava sul bordo di un ruscello, nelle prossimità di un pantano, quando alzando la testa verso il prato lontano, vide un bellissimo e grande bue, che indifferente e tranquillo pascolava con assoluta disinvoltura.
In lei scattò subito l’invidia e subito ebbe ad atteggiarsi con petto in fuori per imitarlo e nel farlo si rivolse alle sue amiche vicine:
“ Sarà anche bello e grosso quel bue, ma anche io se voglio posso essere più di lui”
E preso fiato si gonfiò a dovere.
“ Guardatemi, sono già più grossa di lui”
Ma le altre rane in coro gli dissero sinceramente di no.
Allora raddoppiò lo sforzo e mise quasi tutto il fiato che aveva in corpo per gonfiarsi ancora di più e poi…
“ Che ne dite? Ora si che sono più grossa!”
“ Il bue! Il bue!” Risposero in coro
La rana non resisteva più a quell’ignobile affronto e sconfitta, allora in ultimo sforzo, tese talmente la sua pelle e tutto il suo corpo che….schiantò e morì sul colpo.

MORALE: Ognuno è fatto come è fatto e ognuno ha la sua dote, chi la bellezza, chi la forza del corpo, chi le ricchezze, chi gli amici potenti, chi l’intelligenza, e ognuno deve essere contento del suo. Non ci si deve sforzare, con l’invidia, di imitare chi si crede sia superiore, è soltanto una misera e ignobile pazzia.

ERREBI da una favola di Fedro del secolo I

Immagine: Grandville – La rana e il bue, illustrazione per il libro ” Fiabe di La Fontaine” (1621- 1695) pubblicato da H. Fournier Aine nel 1838

AMARSI UN POCO, di Roberto Busembai

Amarsi solo un poco
per poter sfiorare
le tue mani
e sentire l’infinito,
amarsi solo un poco
per il piacere
di sentire il tuo calore
sciogliersi come neve.
Amarsi solo un poco
per non sfiorire
mai nello sbocciare
del tuo fiore,
amarsi solo un poco
per chiamarti sempre 
amore, ovunque tu sei.
Amarsi solo un poco
eternamente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

LASCIANO UN VAGO PENSARE

Lasciano un vago pensare,
i cerchi nell’acqua,
quando una lacrima
si va a gettare,
come se l’onde
portassero il triste posato,
svanire nel tempo
e liberare nel mare.
Lasciano un vago pensare,
le lacrime e le gocce
che formano cerchi nel fiume,
insieme trasportano al mare
la piena di cose terrene
e liberano dentro
l’amaro del cuore.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web : Photo by Zsolt Ujhelyi

DUE NUOVE PAGINE FB INTERESSANTI, di Roberto Busembai

Ho creato due nuove pagine dal mio profilo FB, dopo una ponderata ricerca interiore , perchè sono due pagine che a prima vista potrebbero sembrare agli antipodi come tematica e come pensiero, ma se si analizzano sotto certi aspetti che non siano quelli “a prima vista”, sono due pagine somiglianti e per certi versi quasi comuni.

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La prima ” Fabulae e Fiabe” riguarda tutto il mondo delle fiabe, favole e racconti antiche e moderne, che ampliano un vasto interesse non solo ai ragazzi , come potrebbe sembrare, ma anche e soprattutto agli adulti, perchè queste “favole ” possono ancora insegnare.

L’altra pagina “Il libro” è una mia rivisitazione del libro della Bibbia, soprattutto del Vecchio Testamento, una rivisitazione che non vuole assolutamente interferire, ne giudicare, ne insegnare, ma soltanto aiutare a capire, a facilitare alcune parti di questo libro mondiale, che oltre ad essere un libro sacro per la religione cristiana, è anche un libro per chi non ha fede e per chi non pratica quel tipo di religione. La bibbia è una “favola” di vita e di amore che ognuno dovrebbe conoscere e scoprire.

Un giorno, trovandomi a far compagnia a un gruppo di anziani, volontariamente, che si trovavano in un centro di soccorso pubblico, proposi loro se nei giorni che io mi trovavo presso di loro, avessero gradito che gli leggessi qualche cosa, tanto per passare il tempo diversamente e trovare magari sbocchi per parlare insieme.

Meravigliosamente, risposero soddisfatti di si, anzi alcuni mi parvero quasi eccitati dall’idea, e quando chiesi cosa avrebbero gradito che gli leggessi, non mi sarei immaginato che insieme e quasi fossero stati d’accordo, risposero: “La Bibbia”. Continua a leggere “DUE NUOVE PAGINE FB INTERESSANTI, di Roberto Busembai”

SEI, di Roberto Busembai

Sei la goccia
residuo della pioggia,
posata sullo stelo
di una spiga matura,
come se il vento
e la tempesta 
avessero lasciato
l’impronta sul mio cuore
di un mare agitato.
Sei la goccia fresca
trasparente,
su me che sono spiga
di un grano ormai seccato,
di te assorbo il fresco,
non più tutto il bagnato.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. ORE, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. ORE, di Roberto Busembai Errebi

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ORE

Lento sfiorire di luce
albeggia sulle colline in fiore,
l’estate si porta accanto
un dolce amico del cuore,
e il tempo scorre con
le sue note zigane,
carosello di violini ,
fisarmoniche a cantare,
un gabbiano prova il suo
risveglio sopra il mare
e tubano le tortore
sui fili d’elettricità naturale.
S’alza il velo della nebbia
come lenzuolo coperto
sopra il destare del mondo,
come vorrei fermare
il tempo su queste note,
senza essere trascinato
nel pulviscolo del sole,
la vita trascorre
nel ruminar del giorno
scandendo l’attimo
che a mal pena posso trattenere,
e subito si fece notte
senza pensare.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Igor Morski