Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

di: Roberto Busembai Arti

L’opera che vi propongo oggi, è un’opera che alla sua esposizione ebbe moltissime critiche alcune anche tendenziose al punto da urlare alla blasfemia, ma poi il tempo le è stato nobile, questa tipica, particolare e oserei dire unica rappresentazione dell’infanzia di Cristo è altresì, a mio gusto, eccezionale. Se pensiamo alla fede cristiana, sappiamo benissimo che il Cristo è venuto su questa terra provando e esigendo di vivere come un uomo terreno e in questa pittura lo è in ogni sfaccettatura, un normale menage familiare di una normale famiglia terrena.

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Questa opera è ora considerata come una delle maggiori opere di John Everett Millais , ritenuta addirittura capolavoro del primo movimento preraffaelita.
Al primo impatto, quello che ci appare e ci riempie l’occhio è questa falegnameria, il luogo di lavoro di Giuseppe, dove i personaggi tutti hanno un loro preciso compito, vediamo appunto Giuseppe impegnato con la pialla si avvicina per vedere la ferita che il piccolo Gesù mostra alla madre inginocchiata per rendere sollievo al piccolo dolore del figlio, Anna alle sue spalle si appresta a togliere quel chiodo che ne è stato la causa, Giovanni precariamente perchè non ne cadano gocce, si appresta a portare un poco di acqua per lavare il sangue, mentre un lavorante nonostante sia impegnato dal suo lavoro non può non essere incuriosito del danno.
Un normale scorrere di vita modesta e basata sul lavoro, ma analizzando a pieno questa opera noteremo che vi sono moltissimi particolare che adducono l’importanza e il valore sia artistico ma soprattutto di cristianità. Continua a leggere “Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS”

Momenti di poesia. COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!, di Roberto Busembai Errebi

ome è freddo

COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!

Com’è freddo questo inverno,
pure il vento scivola con impeto
sulle onde bianche all’orizzonte,
com’è freddo, tanto che lo sento dentro
nonostante sia coperta sufficientemente
ma non tanto da sentire
il tuo gelo sulle ombre,
com’è freddo questo inverno
se non emani nessun calore
oltre il vago sorriso di parvenza,
ne farei anche senza,
pur di non gelare questo cuore
che si innalza come l’onda
e vorrei volare dove non saprei
ma lontana da questa scena,
io e te prossimamente accanto
con un oceano di distanza.
Com’è freddo questo inverno!

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. UN SOFFIO DI VENTO, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. UN SOFFIO DI VENTO, di Roberto Busembai

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UN SOFFIO DI VENTO

Un soffio di vento
è entrato,
porta il tuo profumo
sul davanzale esposto,
mi accingo a coglierlo
come un fiore perso,
del suo tepore
avvolgo il volto
e nel mio cuore
lo custodisco per ore.
Al vento dico
grazie,
al quel torpore
dico amore,
al fiore colto
ho donato il cuore.
E chiudo la finestra.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Lê Phổ – Girl with a rose

Momenti di poesia. QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA… di Roberto Busembai

Momenti di poesia. QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA… di Roberto Busembai

quante volte

QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA….

Quante sono le volte che ti prende la mano e ti dice, nel silenzio, andiamo,
quante sono le volte che ti scivola nel cuore, senza movimento, e ti fa dolore,
quante sono le volte che vorresti urlare forte e ti trattiene, nella gola, un malore,
e quanto volte sono poi le rivincite che ti crei nella mente, con mera soddisfazione, per proseguire,
e quanto ancora avrei da nominare per far capire quella sottile, infinita e meschina
noia che ti prende la mattina e non ti lascia più, persino fino a sera.
Nascono allora tutte quelle incomprensioni, battibecchi, insoddisfazioni con se stessi,
nasce pure un sentimento che tra l’odio e il rancore c’è di mezzo un firmamento,
non si cura più del tuo vivere quotidiano, anzi ride come iena di soddisfazione innata,
guardi il mondo che ti gira intorno come fossi appena sceso su un pianeta
che a te non è dato di conoscere e ti senti lo straniero, un marziano
in un’osai di gente e di cose che ti opprimono.
Quante sono le volte che ti prende e non ti lascia poi respiro quel mancato
riso sulla bocca per poterti dire, m’amo, che il solo pensarlo fa rabbrividire,
quante sono quelle volte che vorresti fosse fine ogni spazio aperto,
e non sai per questo dartene ragione, e navighi come una nave in mare aperto,
che ammainate ha le vele per quel senso di bonaccia che ti invade.
Quante sono quelle volte che vorresti essere fuori da te stesso
per vedere se davvero fai così pena,
e magari detestarti e portarti alla lontana,
da un se stesso che si scema.

Roberto Busembai (errebi)

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Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai

Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai

Rileggendo

La non voglia

LA NON VOGLIA DI LEGGERE

Capitano talvolta momenti strani e diversi, momenti che ti meravigliano pure e ti disorientano, tanto sono particolari e diversi dal tuo normale scorrere delle cose, e in quei momenti allora sorgono, se non proprio dubbi, ma almeno domande in attesa sopratutto di risposte.

Uno di questi, per me ovviamente, ma penso che sia un poco capitato a tutti, è la non voglia improvvisa del leggere, ovvero trovarsi di fronte a una libreria e chiedere a se stesso, ma quale libro prendo se i classici li ho letti tutti, del nuovo mi stanco presto, romanzi gialli ora non è il momento, saggistica non ne vedo il caso, storia mi ha stufato,ecc. ecc… per me questo momento è assolutamente TRAGICO. 

Io sono abituato, direi da sempre, e comunque assiduamente da quando sono entrato nelle scuole medie superiori, ad avere in mano o in tasca, qualsiasi cosa abbia fatto e qualsiasi posto sia andato, un libro e spesso anche due o tre, sono abituato a leggere in qualsiasi momento e luogo, per la strada, sopra i tram o treni, nell’attesa di una qualche visita o altro, sulla spiaggia, sui prati, sui monti, in cielo (sull’aereo ahah), a letto (anche se ultimamente la mia senilità avanzante fa predominare il sonno invadente) ……insomma leggere sempre e ovunque. Continua a leggere “Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai”

Momenti di poesia. POETA DISPERATO, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. POETA DISPERATO, di Roberto Busembai Errebi

l poeta

POETA DISPERATO

Cogli nell’infinito
tutto il suo silenzio
e donami con amore
quello che può sentire
un cuore,
oltre questo spazio
e questo vivere che mi
hanno donato,
se non avessi infinito
e amore nella mente,
sarei un poeta disperato.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine by Darkphotographs

Momenti di poesia. E’ ANCORA VIVO, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. E’ ANCORA VIVO, di Roberto Busembai

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E’ ANCORA VIVO

E’ ancora vivo
quel leggero senso
che la mano
lascia nello sfiorare
per innocentemente
strignere,
è ancora vivo
quel sottile brivido
acclamato sentimento
che dal tatto muove
fino al cuore
iprovvissamente.
E ancora vivo
di quel sottile momento
per non dimenticare
completamente
come comunque
non lo saprei fare,
è ancora vivo
il calore di una mano
che possiede nella mia
tutta la sua delicatezza,
fatta di maestria
e piena dolcezza.
E ancora, nonostante,
ne vivo.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. SEI SEMPRE QUI, AMORE, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. SEI SEMPRE QUI, AMORE, di Roberto Busembai Errebi

SEI SEMPRE QUI, AMORE

So anche suonare,
o meglio direi strimpellare,
corde tese di chitarra
plettri sono le mia dita
sui polpastrelli tengo le note
e dentro il cuore nasce il concerto
e suono spesso dentro.
E con il suono che riverbera
ci trasporto le parole,
umili e semplici frasi d’amore
che come un bulbo
stanno dentro fino a sfiorire,
sono frasi dettate improvvisamente
ma ti assicuro
in sintonia con questa musica,
dolcemente.
So anche suonare
e dimmi pure strimpellare
ma dei miei accordi strambi
e delle mie stonate parole
sai prendere sempre il meglio
perchè ti ritrovo sempre qui,
amore.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. SEI SEMPRE QUI, AMORE, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. SEI SEMPRE QUI, AMORE, di Roberto Busembai Errebi

Sei sempre qui

SEI SEMPRE QUI, AMORE

So anche suonare,
o meglio direi strimpellare,
corde tese di chitarra
plettri sono le mia dita
sui polpastrelli tengo le note
e dentro il cuore nasce il concerto
e suono spesso dentro.
E con il suono che riverbera
ci trasporto le parole,
umili e semplici frasi d’amore
che come un bulbo
stanno dentro fino a sfiorire,
sono frasi dettate improvvisamente
ma ti assicuro
in sintonia con questa musica,
dolcemente.
So anche suonare
e dimmi pure strimpellare
ma dei miei accordi strambi
e delle mie stonate parole
sai prendere sempre il meglio
perchè ti ritrovo sempre qui,
amore.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. OLTRE LE FINESTRE, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. OLTRE LE FINESTRE, di Roberto Busembai

OLTRE LE FINESTRE

OLTRE LE FINESTRE

Li senti ancora quei bisogni
nuovi, di uscire fuori
e respirare il tutto
come se tutto fosse poi diverso
da quello che respiravi dentro,
li senti ancora e vedi
oltre le finestre,
antiche nell’abitato,
vecchie nel ricordo,
perchè la gioventù è forte
quando si possiede,
ma scema e muore forte
quando svanisce
e dietro quelle stanze
non vede più la luce,
come offerta di speranza,
ma bisogno di poterla
desiderare nella stanza.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. COME FIOCCO DI NEVE, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. COME FIOCCO DI NEVE, di Roberto Busembai

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COME FIOCCO DI NEVE

Scivola su di me,
come neve bianca,
umida il mio corpo
e bacia la mia faccia,
sei candida e leggera
come una piuma vera,
non voglio sciupare
del mio calore umano,
la freschezza unica
che sfiora la mia mano.
Sei neve a fiocchi,
sei materia vera,
sei anima pulita
di questa mia vita sola.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. CI PORTEREMO… di Roberto Busembai

Momenti di poesia. CI PORTEREMO… di Roberto Busembai

CI PORTEREMO…

Ci porteremo dentro
tutto il calore che il sole
di questo giorno sa esprimere
sul suo cielo perenne
e ci porteremo pure
il sogno che ci affascina
in questo caldo soffocante
di un agosto che pare settembre
per il tramonto che cede
al nostro amore aperto.
Ci porteremo anche
un sentimento roso
dalla rena e dal sale
che il vento della brezza
ha alzato contro un volere
che non navigava ancora dentro
e poi si è ritrovato naufrago
su un’isola di tormento.
Ci porteremo il profumo
nonostante il sudato pensiero
di non averci accanto
o almeno non in questo momento.

Roberto Busembai (errebi)

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DOV’E’?, di Roberto Busembai

DOV’E’?, diRoberto Busembai

dov'e'?

DOV’E’?

Dov’è il profondo
che io possa fermarmi,
perchè questo continuo scivolare
mi trattiene il mondo
e io non so volare?
Dov’è la fine di un tormento,
per poter finalmente respirare
sarà dolore non saperti sempre
ma meglio avere le certezze
che navigare nel vano sperare?
Dov’è che mi posso fermare
e riprendere il mio lento
ma immenso camminare?

Roberto Busembai (errebi)

Immagine by Sandy Phimester

QUALE PENNELLO?, di Roberto Busembai Errebi

QUALE PENNELLO?, di Roberto Busembai Errebi

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QUALE PENNELLO?

Quale sarà il pennello
che stamani colorerà questo nostro giorno?
Sarà quello fino e minuscolo
che darà solo un tocco
di colore
ma vivace al contempo
da poterlo notare,
oppure sarà quello largo e piatto
che stenderà la forte pennellata
come una striscia imponente
su tutta la giornata,
o sarà quello a punta
grossolano che colorerà
senza tante sfumature
ma schizzando gocce
di colore tra i grigi del tempo
che immancabilmente non possono mancare.
Quale sarà il pennello
che colorerà questo nostro amore?
Sarà di ogni misura e ogni fattezza,
sarà sicuramente di setola pura
liscio e vellutato,
e sarà certamente imbevuto
di tutti i colori del creato,
perchè del grigio e nero
lui non conosce il fatturato.

Roberto Busembai (errebi)

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PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia

PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai

Quattro passi in Italia

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PRIMA TAPPA

E variamo questa nave che ci porta in giro per la penisola più bella del Mondo, cioè l’Italia, ma come con quale città o paese varare che non faccia rimanere male gli altri, potrei iniziare con molta naturalezza dalla nostra capitale Roma, ma sarebbe a mio parere un inizio scontato, allora avrei pensato Firenze ma subito mi sarei sentito addosso i rimproveri delle altre regioni dicendomi che sono campanilista e ho giocato in casa, però se dicessi Venezia…..si ma sento già le voci in mezzo tono che sussurrano….e certo solo perchè è particolare, Lei e i suoi canali……e altre ancora per non nominare paesi e cittadine, borghi o villaggi….insomma sapete cosa ho deciso? Darò solo un piccolo personale cenno alla mia città natia, soltanto nozioni di buon cittadino e amante del suo borgo, raccomandandomi di riparlarne poi più approfonditamente.

Io sono un Lucchese, puro e genuino, da generazioni e anzi dovrei dire in gergo che sono Lucchino. Continua a leggere “PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia”