Momenti di poesia. LA FELICITA’ NON E’ L’AMORE, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. LA FELICITA’ NON E’ L’AMORE, di Roberto Busembai Errebi

La felicità

LA FELICITA’ NON E’ L’AMORE

Perchè la felicità
non è l’amore
ma è il sentirlo addosso
in ogni dove,
saperlo costruire
e mantenere,
riconoscere e apprezzare,
e poi lasciarsi baciare.
Perchè la felicità
non è l’amore
ma quel qualcosa
che ti assorbe dentro
e smania nel farla
conoscere fuori,
e dirsi anche t’amo
soprattutto senza parole.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. UNA FRASE ED UN FIORE, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. UNA FRASE ED UN FIORE, di Roberto Busembai

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UNA FRASE ED UN FIORE

Una frase ed un fiore,
sono solo parole
e rimangono profumi,
un componimento dolce
e un aroma nella stanza.
Una frase ed un fiore
sono la tua presenza
anche quando fuori piove,
e si illumina di sole.
Una frase ed un fiore.
Eternamente.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. HO LASCIATO LE PAROLE, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. HO LASCIATO LE PAROLE, di Roberto Busembai

Christian Andreas

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HO LASCIATO LE PAROLE

Ho lasciato le parole
abbandonate al vento,
su fogli ingialliti dall’usura
e dal trascorrere del tempo,
voglio che trovino
chi le può ancora ascoltare,
perchè per me non hanno
più ne senso ne valore.
Ho lasciato le parole
su mere isole lontane,
nuvole sparse nella mente
come pianeti erranti
intorno al sole,
ho lasciato per altri
e per nulla le parole.

Roberto Busembai (errebi)

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SALVATORE QUASIMODO – ED E ‘ SUBITO SERA, di Roberto Busembai

SALVATORE QUASIMODO – ED E ‘ SUBITO SERA, di Roberto Busembai

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Per caso, sfogliando una vecchia antologia, di quelle che si usavano ai “miei tempi” alle scuole medie ma che sono ricche di spunti letterari, ho riletto una poesia di Quasimodo che penso già di per se non abbia nessun motivo di essere esposta, ma soltanto di essere presentata.

“Ognuno sta solo sul cuor della terra
traftto da un raggio di sole:
ed è subito sera”

Io penso che questa non è soltanto poesia, non è un semplice verso offerto dal suo sentimento e dal suo libero pensare, questo se lo vogliamo davvero analizzare è un romanzo vero e proprio, in queste tre righe e poche parole ci sono un’immensità di vite, di trapassi esistenziali, di vicende umane, di amori e di passioni, di moltitudini di evoluti pensieri e azioni, per me aver riletto questa poesia è come se in un attimo avessi ripercorso la stessa mia vita fino ad adesso e nel contempo avessi pure letto una miriade di libri nello stesso momento.
Profondià intellettuale, certo, ma soprattutto profondità umana, un cuore grande e sensibile può arrivare a concentrare in poche parole, tutto l’immenso scibile del mondo.
Ho pianto, lo giuro, e non me ne vergogno, ho pianto perchè pochi possono dare con lo scritto questa forza interiore e questo colpo nel cuore, pochi possono trafiggere benevolmente l’animo e aprirlo a volare senza limiti e senza confini come ha fatto Quasimodo in questa poesia.
Oggi non ho parlato di un libro in particolare ma credo di aver parlato di un insieme di libri e di racconti umani e veri in un solo attimo.

Roberto Busembai (errebi)

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CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai

CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai

In questa giornata in cui si commemora la festa del 25 Aprile giorno della liberazione, mi è sembrato giusto, parlando di cinema, ricordare un film del quale difficilmente si può dimenticare la scena madre di una donna che rincorre il suo amato preso dal nemico per essere deportato.
Infatti avrete già capito di quale film si parla, “ROMA CITTA’ APERTA” di Roberto Rossellini.

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La storia è svolta negli ultimi giorni della guerra, quando il nemico tedesco e i fascisti sentivano le truppe di liberazione alle calcagna, già erano sbarcati in Sicilia. Ed è proprio in questo clima di abbandono e di rinuncia che il partito e il nemico sferrano i loro più tragici episodi di sterminio, proprio per estraniare tutta la rabbia e l’odio ultimo che possano elargire.

Giorgio Manfredi, un ingegnere comunista, riesce a fuggire dalle SS e trova ospitalità presso la signora Pina, una vedova che tramite il suo legame con un giovane partigiano, di cui aspetta un figlio, Francesco, è in qualche modo compromessa con la Resistenza.

Manfredi deve consegnare una forte somma a un gruppo partigiano, e allora la signora Pina tramite il suo bambino Marcello, lo farà mettere in contatto con un parroco della periferia attivo anche lui nella Resistenza un certo don Pietro.

Ma per fatti di sommosse vicine il quartiere della signora Pina subisce un’ampia retata da parte dei nazisti e naturalmente portano alla cattura di Manfredi e pure di Francesco.

Costoro vengono forzatamente caricati su un camion sotto le urla della signora Pina, che inseguirà urlando il nome del suo amato e che per questo verrà freddata immediatamente. Riusciranno a scappare, ma saranno ritrovati e uccisi come pure il buon don Pietro subirà la fucilazione di fronte al gruppo attonitodei ragazzi di quartiere, suoi chierichetti. Continua a leggere “CIAK SI GIRA  ROMA CITTA’ APERTA… Roberto Busembai”

Momenti di poesia. PAPAVERO ROSSO (25 Aprile) di Roberto Busembai

Momenti di poesia. PAPAVERO ROSSO (25 Aprile) di Roberto Busembai

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PAPAVERO ROSSO (25 Aprile)

Ho dovuto lasciare
che i petali di un papavero
cadessero sfiniti
sul ciglio della strada,
ho dovuto colorare
l’erba di un colore rosso
per confondere del sangue
il suo lento percorso.
Ho dovuto lasciare
che un papavero rosso
finisse in mezzo al mare
portato dalle onde
verso la libertà del cuore
e il ricordo nella mente.

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. ASSENZA, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. ASSENZA, di Roberto Busembai

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ASSENZA

Hai dimenticato
sul chiodo la tua giacca,
quella marrone scuro
di pesante panno,
o forse l’hai lasciata apposta
perchè ti ricordassi
ogni giorno.
Hai dimenticato persino
di salutare,
forse era troppa la fretta
di partire,
o sicuramente è stata
la sorpresa inaspettata
che ti ha portato via
non volendo.
Hai dimenticato pure
di mangiare,
la mela sul davanzale
è diventata marcia,
invasa da formiche
e da insetti vari,
forse ora la prenderesti
per mangiare
quanto io vorrei adesso
dartela per sbucciare.
Hai dimenticato
la giacca appesa al chiodo
e non puoi immaginare
quanto il vederla
mi faccia stare male.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine:Andrew Wyeth – Williard’s coat

Racconti. HECTOR MALOT – SENZA FAMIGLIA, di Roberto Busembai

Racconti. HECTOR MALOT – SENZA FAMIGLIA, di Roberto Busembai

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C’era una volta……come mi piacciono le fiabe che hanno questo fatidico inizio, hanno un sapore di antico e di fantastico insieme che allietano il cuore e allargano la voglia di sapere e di conoscere….e allora mi associo a questo unico incipit e continuo……un bambino che appena nato, la mamma che tanto lo aveva atteso, morì e lui, un peso e un’impossibilità per essere seguito e accudito, fu subito affidato a un’altra famiglia.

Questo bambino era nato in un appartamento di città, ma la famiglia che lo accolse abitava in una piccola casa in mezzo a prati e colline e un fiume dolcissimo che le passava vicino. Il bambino cresceva in un ambiente sereno, fatto di semplici cose, di miseria e di luce, di vita contadina e di corse felici tra i campi e pioppete con la sua sorellina, anche lei una bambina affidata.

Ma come in tutte le fiabe che voglia il destino, venne anche il giorno dell’abbandono e tutti quei prati, i fiori e la sua mamma svanirono come un nulla, il padre si era risposato e ora il bambino doveva anche fare la scuola.
Il proseguo della fiaba è quello di tutti, di una vita di sempre ma appena quel bambino fu dato di leggere, gli venne regalato un primo libro che il caso, o forse un poco volutamente, altri non era che “SENZA FAMIGLIA” di Hector Malot.
Chi non conosce la storia di Remi (Remigio in italiano) e delle sue scorribande tra veri e falsi genitori, tra amici e nemici, tra avventure e canti di strade, e chi dopo anni non si è commosso al cartone che ha invaso il mondo.

Io sono legato a questo personaggio come si lega un cavallo per non farlo scappare, mi sono sentito Remi alle prime parole e ieri andando a fare un giro in un mercato dell’antiquariato ho avuto la “fortuna” di ritrovare quel libro che tanti tanti anni fa era stato regalato a quel bambino….e come non acquistarlo di nuovo…..
“Dolce Remi
piccolo come sei
per il mondo tu vai”
dice il ritornello della dolce canzone sigla del cartone animato……
C’era una volta……..e ora è ritornato!

Roberto Busembai (errebi)

Immagine ERREBI della copertina del libro e immagine web del cartone

Racconti: CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, da Roberto Busembai

Racconti: CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, d  Roberto Busembai

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CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

Erano giorni in cui si credeva che un uomo vestito tutto in rosso e con la barba e i capelli bianchi scendeva per il caminetto e portava un sacco di giochi e dolciumi, erano giorni in cui si credeva che se avessimo fatto arrabbiare mamma e papà più del dovuto, una donna brutta e vecchia con una scopa sotto le gambe ci avesse gettato, sempre dal quel fatidico caminetto, un sacco pieno di carbone invece dei biscotti fatti con il miele.

Carlo Collodi

E erano giorni che si aspettava un principe con i capelli biondi o una principessa con le guance rosee e i capelli color ebano, c’erano folletti e maghe di ogni sorta nel nostro umile pensiero e streghe ed orchi da combattere con le più famose bacchette magiche trovate sparse in qualche nuvola del cielo. Erano giorni ch

e ci credevamo e per davvero e un giorno guarda un po’ arriva uno e che ci dice?…..
“C’era una volta….- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno……”
Un pezzo di legno? Ma noi fino ad allora con un pezzo di legno avevamo fantasticato come se fosse un aereoplano, oppure lo facevamo rotolare dai poggi , o con un pezzo di legno ci scaldavamo a quel già nominato caminetto……
Ma quel pezzo di legno divenne poi tanto famoso che non solo da ragazzi ci affascinavano le sue avventure ma persino da grandi non ce ne possiamo dimenticare.
Continua a leggere “Racconti: CARLO COLLODI – LE AVVENTURE DI PINOCCHIO, da Roberto Busembai”

Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS

di: Roberto Busembai Arti

L’opera che vi propongo oggi, è un’opera che alla sua esposizione ebbe moltissime critiche alcune anche tendenziose al punto da urlare alla blasfemia, ma poi il tempo le è stato nobile, questa tipica, particolare e oserei dire unica rappresentazione dell’infanzia di Cristo è altresì, a mio gusto, eccezionale. Se pensiamo alla fede cristiana, sappiamo benissimo che il Cristo è venuto su questa terra provando e esigendo di vivere come un uomo terreno e in questa pittura lo è in ogni sfaccettatura, un normale menage familiare di una normale famiglia terrena.

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Questa opera è ora considerata come una delle maggiori opere di John Everett Millais , ritenuta addirittura capolavoro del primo movimento preraffaelita.
Al primo impatto, quello che ci appare e ci riempie l’occhio è questa falegnameria, il luogo di lavoro di Giuseppe, dove i personaggi tutti hanno un loro preciso compito, vediamo appunto Giuseppe impegnato con la pialla si avvicina per vedere la ferita che il piccolo Gesù mostra alla madre inginocchiata per rendere sollievo al piccolo dolore del figlio, Anna alle sue spalle si appresta a togliere quel chiodo che ne è stato la causa, Giovanni precariamente perchè non ne cadano gocce, si appresta a portare un poco di acqua per lavare il sangue, mentre un lavorante nonostante sia impegnato dal suo lavoro non può non essere incuriosito del danno.
Un normale scorrere di vita modesta e basata sul lavoro, ma analizzando a pieno questa opera noteremo che vi sono moltissimi particolare che adducono l’importanza e il valore sia artistico ma soprattutto di cristianità. Continua a leggere “Arte in cornice JOHN EVERETT MILLAIS – CHRIST IN THE HOUSE OF HIS PARENTS”

Momenti di poesia. COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!, di Roberto Busembai Errebi

ome è freddo

COM’E’ FREDDO QUESTO INVERNO!

Com’è freddo questo inverno,
pure il vento scivola con impeto
sulle onde bianche all’orizzonte,
com’è freddo, tanto che lo sento dentro
nonostante sia coperta sufficientemente
ma non tanto da sentire
il tuo gelo sulle ombre,
com’è freddo questo inverno
se non emani nessun calore
oltre il vago sorriso di parvenza,
ne farei anche senza,
pur di non gelare questo cuore
che si innalza come l’onda
e vorrei volare dove non saprei
ma lontana da questa scena,
io e te prossimamente accanto
con un oceano di distanza.
Com’è freddo questo inverno!

Roberto Busembai (errebi)

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Momenti di poesia. UN SOFFIO DI VENTO, di Roberto Busembai

Momenti di poesia. UN SOFFIO DI VENTO, di Roberto Busembai

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UN SOFFIO DI VENTO

Un soffio di vento
è entrato,
porta il tuo profumo
sul davanzale esposto,
mi accingo a coglierlo
come un fiore perso,
del suo tepore
avvolgo il volto
e nel mio cuore
lo custodisco per ore.
Al vento dico
grazie,
al quel torpore
dico amore,
al fiore colto
ho donato il cuore.
E chiudo la finestra.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Lê Phổ – Girl with a rose

Momenti di poesia. QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA… di Roberto Busembai

Momenti di poesia. QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA… di Roberto Busembai

quante volte

QUANTE SONO LE VOLTE, CHE LA NOIA….

Quante sono le volte che ti prende la mano e ti dice, nel silenzio, andiamo,
quante sono le volte che ti scivola nel cuore, senza movimento, e ti fa dolore,
quante sono le volte che vorresti urlare forte e ti trattiene, nella gola, un malore,
e quanto volte sono poi le rivincite che ti crei nella mente, con mera soddisfazione, per proseguire,
e quanto ancora avrei da nominare per far capire quella sottile, infinita e meschina
noia che ti prende la mattina e non ti lascia più, persino fino a sera.
Nascono allora tutte quelle incomprensioni, battibecchi, insoddisfazioni con se stessi,
nasce pure un sentimento che tra l’odio e il rancore c’è di mezzo un firmamento,
non si cura più del tuo vivere quotidiano, anzi ride come iena di soddisfazione innata,
guardi il mondo che ti gira intorno come fossi appena sceso su un pianeta
che a te non è dato di conoscere e ti senti lo straniero, un marziano
in un’osai di gente e di cose che ti opprimono.
Quante sono le volte che ti prende e non ti lascia poi respiro quel mancato
riso sulla bocca per poterti dire, m’amo, che il solo pensarlo fa rabbrividire,
quante sono quelle volte che vorresti fosse fine ogni spazio aperto,
e non sai per questo dartene ragione, e navighi come una nave in mare aperto,
che ammainate ha le vele per quel senso di bonaccia che ti invade.
Quante sono quelle volte che vorresti essere fuori da te stesso
per vedere se davvero fai così pena,
e magari detestarti e portarti alla lontana,
da un se stesso che si scema.

Roberto Busembai (errebi)

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Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai

Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai

Rileggendo

La non voglia

LA NON VOGLIA DI LEGGERE

Capitano talvolta momenti strani e diversi, momenti che ti meravigliano pure e ti disorientano, tanto sono particolari e diversi dal tuo normale scorrere delle cose, e in quei momenti allora sorgono, se non proprio dubbi, ma almeno domande in attesa sopratutto di risposte.

Uno di questi, per me ovviamente, ma penso che sia un poco capitato a tutti, è la non voglia improvvisa del leggere, ovvero trovarsi di fronte a una libreria e chiedere a se stesso, ma quale libro prendo se i classici li ho letti tutti, del nuovo mi stanco presto, romanzi gialli ora non è il momento, saggistica non ne vedo il caso, storia mi ha stufato,ecc. ecc… per me questo momento è assolutamente TRAGICO. 

Io sono abituato, direi da sempre, e comunque assiduamente da quando sono entrato nelle scuole medie superiori, ad avere in mano o in tasca, qualsiasi cosa abbia fatto e qualsiasi posto sia andato, un libro e spesso anche due o tre, sono abituato a leggere in qualsiasi momento e luogo, per la strada, sopra i tram o treni, nell’attesa di una qualche visita o altro, sulla spiaggia, sui prati, sui monti, in cielo (sull’aereo ahah), a letto (anche se ultimamente la mia senilità avanzante fa predominare il sonno invadente) ……insomma leggere sempre e ovunque. Continua a leggere “Racconti: LA NON VOGLIA DI LEGGERE, di Roberto Busembai”

Momenti di poesia. POETA DISPERATO, di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. POETA DISPERATO, di Roberto Busembai Errebi

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POETA DISPERATO

Cogli nell’infinito
tutto il suo silenzio
e donami con amore
quello che può sentire
un cuore,
oltre questo spazio
e questo vivere che mi
hanno donato,
se non avessi infinito
e amore nella mente,
sarei un poeta disperato.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine by Darkphotographs