IL SOGNO CHE RENDE FELICI, di Marcello Comitini

IL SOGNO CHE RENDE FELICI, di Marcello Comitini

Il sogno

IL SOGNO CHE RENDE FELICI

Mi sono guardato intorno. Era un giorno
colmo d’azzurro e le montagne porgevano le gole
all’alito fresco del vento.
Dietro i vetri ho atteso che fosse svanita
la profonda tristezza che incupiva i miei occhi
e sono uscito a cercare il sogno
che dona la felicità.
Giunto sui campi ho guardato
la campagna e il cielo. Tutto era bello.
Tutto era immerso in una luce pura e fredda.
Attraversavo con passo solenne le spighe
alte e mature. Ho perso il senso
dello spazio e del tempo.

Adesso ero un cieco.

Ho sentito nella nebbia del sogno un sibilo sconosciuto,
un serpente che striscia ai piedi di un tronco sbiancato
e avvinghia un nido tremante di piccoli,
o un treno che ha smarrito il suo solco e si perde
fremendo tra il grano alto della campagna.
Un nero e un giallo nelle immagini cresciute nel sogno.
Un nero sempre più nero
anche se si allontana all’orizzonte
e un giallo di spighe
che tinge il grigio di nuvole sulle montagne.
I colori mi accecano come pugnali nelle pupille.
O sono quei giorni che strisciano con l’andatura obliqua
verso la preda dei sentimenti?
O il solco lasciato dal treno nel cuore del grano
come la ruga incisa sulla fronte dal tempo?
Mi guardo intorno e capisco che dietro
le immagini si nasconde il pensiero
di quel che è giusto o sbagliato, il dovere, i ricordi,
la tenerezza delle speranze, il timore di morte. Tutte le cose
che speravo sparissero con la mia cecità.

Finché il serpente non è strisciato ai miei piedi.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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