Novità al Museo Etnografico della Gambarina per la nuova stagione, di Lia Tommi

Settembre, mese di nuovi inizi.
E anche noi, Museo “C’era una volta”, possiamo vantare qualche novità.

La Gambarina, come è ormai noto, ha un altissimo numero di visitatori e le presenze nel 2018 sono state oltre 10.000 grazie alla grande varietà di eventi che propone e alla particolare offerta delle sue sale espositive. In questo mese post vacanze, oltre a riprendere il ricco calendario di attività culturali, ci prepariamo ad accogliere le numerose scolaresche con visite guidate e laboratori (Bambole di fujakin, il cavallo, gli animaletti di sughero, la girandola, quando la carta vive, un banco per due, Chacho il cantastorie, modellare “C’era l’era”, l’uomo e la pietra: un antichissimo rapporto).

Inoltre l’Associazione “Amici del museo” ha rinnovato nei suoi componenti il Consiglio Direttivo, arricchendolo di un’impronta giovane per garantire una gestione innovativa e al passo coi tempi, nonché il Comitato tecnico-scientifico che si occupa di definire le linee guida culturali e scientifiche dell’ Associazione, proponendo e/o valutando iniziative in materia. Non possiamo poi astenerci dal menzionare la nuova gestione della componente social e il rinnovato (e in continuo aggiornamento) sito web.

Il Museo vanta infine la presenza di alcuni ragazzi che stanno svolgendo presso i nostri locali il Servizio Civile Universale e che, oltre a sviluppare un progetto di ricerca, progettazione e realizzazione di attività legate all’arte visiva nel territorio alessandrino, sono un grande aiuto nel garantire la continuità delle attività culturali e dei laboratori per le scuole.

Il nostro ringraziamento più grande però va in particolare ai volontari che, giorno dopo giorno, con fatica, determinazione e tanto affetto sottraggono qualche ora alla loro routine quotidiana per dedicarle a questo museo nel tentativo di offrire alla cittadinanza alessandrina (e non solo) una valida proposta di svago, un contenitore culturale, un luogo dove mantenere vive le tradizioni del passato ma con una costante finestra sul futuro.

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