Lettera aperta a Giuseppe Conte, di  Maurizio Donte

Riceviamo e pubblichiamo una lettera politica del  poeta Maurizio Donte in merito alla fiducia del Governo Conte bis di oggi alla Camera e domani al Senato…

Maurizio Donte

Sinceramente non ho speranze in sviluppi positivi nella sua azione di governo, Presidente. Lei si accinge a disfare quanto di buono era stato fatto dal suo stesso precedente governo, dimostrando che pur di stare al suo posto di premier, è disposto a smentire se stesso, e a cancellare le leggi che fino a un mese fa aveva contribuito a far approvare in parlamento.

Certo Lei non leggerà queste parole, ma glielo dico lo stesso: la stimavo, ero orgoglioso di Lei, e fa male vederla SMENTIRE quello che ha detto in precedenza, fa male vederla piegato ai diktat dell’Europa, della Merkel. Gli italiani, in maggioranza, non vogliono questa Europa, non vogliono una moneta che li sta rovinando, non vogliono essere invasi, e costretti a mantenere orde di neri afroislamici nullafacenti, quando va bene, delinquenti nella peggiore delle ipotesi.

E non vuole nemmeno che questa gente venga sfruttata per far abbassare il livello del costo del lavoro. Lei parla di nuovo umanesimo e va dal Papa a ricevere benedizioni, quando il nuovo umanesimo di cui parla prelude né più, né meno, nelle intenzioni di chi lo teorizzo’, alla distruzione del Cristianesimo, e della civiltà a questa nostra religione legata, mettendo l’uomo al posto di Dio. L’uomo al posto di Dio è la prima tentazione, il peccato originale. L’italia, con la minuscola ormai, non ha bisogno di umanesimo, ha bisogno di umanità, di un cristianesimo ripulito dalle lordure umane commesse da tanti sacerdoti, ha bisogno di una classe politica coerente, e sincera, che voglia veramente il bene al popolo italiano, che aiuti i poveri, le famiglie, i terremotati. Che condanni chi, a scopo di lucro o di ideologia, porta via bambini a famiglie colpevoli unicamente di essere povere.
L’Italia chiede giustizia, per il massacro sociale compiuto dall’avvento dell’euro, per le leggi che hanno fatto il male del nostro paese: l’abolizione dell’articolo 18, la cessione della sovranità monetaria, la legge Fornero.
Il popolo italiano vuole giustizia per le vittime del ponte Morandi, causate dall’incuria di concessionari e dalla disattenzione di un ex ministro, vostro attuale alleato, che restò sordo a due interrogazioni parlamentari in merito da parte dell’onorevole Rossi, del gruppo misto.
Non vado avanti, se fossi un parlamentare di questa Repubblica, di questa patria per la cui difesa, tutte le famiglie italiane, compresa la mia, hanno versato il sangue, vista la incoerenza da Lei dimostrata, e da tutti coloro che la sostengono in questa azione di governo, voterei la sfiducia.
Un saluto, senza stima.

Maurizio Donte