foto e pensieri sparsi

Quel qualcosa nel giallo dei campi o sulle ciminiere, le pale eoliche quel qualcosa che non si può dire nei capelli delle ragazze, nei fermagli, le sciarpe, nei cortili delle scuole o dentro a una parola incastonata in un romanzo che ho già letto. Tu sola in mezzo al nulla di un parcheggio lontano ti fermi e ascolti senza capire, pensi a me o a tua madre a una cosa che hai dimenticato di fare e che ti esplode addosso tutto il tempo. A volte quel qualcosa è in una musica e mi trascina in un bar o per strada, è un’immagine che prende fuoco. Forse, quel qualcosa ci fa ciò che siamo: animali strani che non stanno mai fermi, bagagli dimenticati negli aeroporti che girano ancora e girano e nessuno li tira su.

Valerio G

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