Momenti di poesia. Foglia. (Io) di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Foglia. (Io) di Maria Cannatella

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Foglia. (Io). Poesia

Sono foglia di un albero qualunque,
maltrattata dallo stesso ramo,
che un giorno mi diede la vita.
Una foglia che vive soltanto una stagione,
gettata via, trascinata dalla malinconia,
da una vita persa, fuggita.
Io foglia, con le sue venature,
come le cicatrici della vita,
accumulate dagli anni passati.
Sono si, una foglia, caduta tante volte,
rimasta in un terreno indesiderato,
un terreno tanto arido, che non ha saputo,
accogliermi, ne apprezzarmi,
facendomi calpestare da tutti,
da coloro, che non curanti,
ferivano anche la mia anima.
Sono una foglia, che porta i segni del tempo.
Una sola foglia, forse insignificante,
che in giorno volerà contro vento,
per distinguersi, ritrovare la sua strada,
trovare un nuovo albero,
per poter rinascere ancora.
Maria Cannatella@
Riservati tutti i diritti. 12/3/19

Momenti di poesia. Mancanza, di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Mancanza, di Maria Cannatella

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Mancanza (poesia)

Sento la tua mancanza,
l’assenza, che intorno a me,
diventa abitudine di vita.
Mentre il pensiero di te,
mi avvolgente all’istante,
durante una mia giornata di noia assoluta.
A volte ricordo la tua voce,
immagino la tua risata,
cercando di ricordare i tuoi abbracci,
quelli che per stupidità io respingevo.
Penare per averti oggi lo merito,
ma non riesco a dirti quello che penso,
perché tu sei di qualcuno,
quel qualcuno che potevo essere io, solo se avessi voluto.
Sei solo un buon amico ritrovato,
ma sento la tua mancanza.
Sono abituata a stare da sola,
ma quando ascolto la tua voce,
il mio cuore, si riempie di te.
L’emozione avverte l’anima,
che indifferente rimane in disparte.
Maledetta questa mancanza !
La mancanza di te,
mi fa vivere a metà.
Tutto questo solo per colpa mia.

Da Oltre le apparenze
Maria Cannatella@
Riservati tutti i diritti
Foto dal web
Scusate per qualsiasi errore

Un mondo sotto sopra, di Maria Cannatella

Un mondo sotto sopra, di Maria Cannatella

un mondo

Un mondo sotto sopra.

Il mondo è dei disonesti,
tutti furbi, ladri, maldestri,
ma anche infami, bugiardi e codardi.

Questo mondo è dei scambisti,
terroristi e maledetti scafisti,
senza un briciolo di umanità,
non sanno nemmeno cosa vuol dire umiltà.

Questo strano mondo è dei perversi,
tanto bastardi e pure agli arresti,
perché tutto oggi si può comprare,
ma sarebbero tutti da denunciare.

Ma se il mondo va tanto male,
perché tutti continuano a rubare,
imbrogliare ed intascare.

Che tristezza !
Non credo abbiano problemi di timidezza.

Invece di aiutare una persona seria,
la fanno vivere nella miseria.

Mondo taroccato, abbandonato,
maltrattato e giudicato,
da chi per arricchirsi ha pure imbrogliato.

Per questi soldi maledetti,
che provocano danni a tutti gli effetti.

Perché un giorno qualcosa cambierà,
forse un giorno nell’aldilà,
ma chissà cosa altro ci capiterà.

Viviamo in un mondo sottosopra,
ma per ripulirlo ci vorrebbe un miracolo oppure una grossa scopa.

Satira di Maria Cannatella @
RISERVATI TUTTI I DIRITTI@
FOTO DAL WEB

Poeti di noi, di Maria Cannatella

Poeti di noi, di Maria Cannatella

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Siamo diventati poeti di noi stessi,

in rima o in prosa,

raccontando la nostra vita,

mettendo a nudo la propria anima,

scavando fino in fondo alle viscere.

Raccontiamo di un amore perso,

di delusioni vissute,

ma anche della mancanza di affetto.

Nelle nostre poesie, 

descriviamo la solitudine,

che vive intorno a noi,

della tristezza e dell’amarezza.

Scriviamo di notti trascorsi a piangere,

di giorni in cui combattiamo,

anche con noi stessi,

per la sopravvivenza. Continua a leggere “Poeti di noi, di Maria Cannatella”

Foglio e penna, di Maria Cannatella

Foglio e penna, di Maria Cannatella

Foglio e penna

Foglio e penna ( poesia)

Voglio morire mentre scrivo,
accasciarmi all’improvviso su un foglio bianco, non voglio accorgermi di nulla,
non soffrire in quel momento,
dove la mia anima,
abbandona il mio stanco corpo,
lasciandolo su un foglio.
Così quello sarà il mio ultimo capolavoro,
il più bello, il più apprezzato da voi,
perché sarà l’ultimo ricordo che avrete di me.
Voglio morire con la penna in mano,
solo così io e la penna diventeremo inseparabili, anche nell’aldilà,
ed io continuerò a scrivere solo per voi.
Sarà forse un modo per alleviare la mia morte, quando non ci sarò più,
quando non sarò più presente.
Mi troverò accasciata su un foglio bianco, magari senza aver avuto nemmeno il tempo di scrivere, io da sola con la mia penna tra le dita.
Perché la scrittura fa parte di me,
è nel mio pensiero, nella mia mano,
che scrive liberamente tutte le volte che ne ha voglia.
La scrittura è tutto per me.

Da oltre le apparenze 2017
Prima poesia presentata ad un concorso.
Il Parnaso 2016. Ricevuto attestato di merito
Maria Cannatella @ RISERVATI TUTTI I DIRITTI@.

Il Natale è alle porte, di Maria Cannatella

Il Natale è alle porte, di Maria Cannatella

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Il Natale è alle porte, anche dietro le finestre rotte.
Lui vorrebbe arrivare, ma gli altri non lo fan passare.
Deve nascere il bambinello, con il bue e l’asinello.
La Madonna nella capanna, con Giuseppe che l’accompagna.
Sopra la stalla c’è una grande stella.
Che bello il bambinello, ne parla già tutto il paesello.
Gesù sta arrivando, la gente lo sta aspettando.
Ma il Natale è appena cominciato,
perciò auguri a tutto il vicinato.

Da filastrocche 2017
Maria Cannatella @
RISERVATI TUTTI I DIRITTI@

Voglio un amore, di Maria Cannatella

Voglio un amore, di Maria Cannatella

voglio un amore

Voglio un vero amore,
che mi rubi il cuore,
si innamori della mia anima,
mi pensi nei momenti persi della sua giornata.
Voglio questo amore davvero,
uno nuovo solo per me.
Per essere presente nella mia vita,
mi accetti per i miei momenti di follia, di ribellione, di tristezza.
Che capisca i miei pregi e i tanti difetti.
Che sia vicino a me, quando io alzo la voce, quando mi arrabbio per nulla,
mi guardi negli occhi e mi dica ” Ti amo ”
Vorrei incontrare l’amore, così, solo per caso, senza doverlo cercare.
Un vero amore che mi dia tutto quello che è mancato nella mia infelice vita.
Non vorrei un giorno fosse troppo tardi per provare certe emozioni.
Magari il cuore stanco di aspettare, invecchia da solo.
Mentre l’anima sempre più sola, si arrende alla vita.
Ed io per sempre rimarrò senza un amore.

Poesia di maria cannatella 25/11/18
Riservati tutti i diritti @

Profumo di zagara, di Maria Cannatella

Profumo di zagara, di Maria Cannatella

profumo

Profumo di zagara

Profumava di zagara,
quella lettera sbiadita.
L’ho trovata in un cassetto,
in fondo, in fondo.
Sentivo emozioni,
nonostante gli anni trascorsi.
Mi rilevava il suo amore,
ed io, ci avevo creduto.
C’era il suo odore,
in quella lettera,
nascosta tra I miei ricordi,
quelli più importanti, significativi.
Il suo nome ,
era scritto in grande,
come grande era un tempo il mio amore lui.
Tenerla in mano,
mi emozionava, ricordare quell’amore sofferto.
Lo stesso amore,
che mi aveva fatto piangere,
lasciato cicatrici sul cuore,
distrutto l’anima.
Basta un niente per farle riaffiorare,
basta una lettera,
una lettera dimenticata,
che profuma di zagara.
Ed io, inizio a ricordare.

Da oltre le apparenze
Maria Cannatella @ 2017
RISERVATI TUTTI I DIRITTI@

Lei sola, di Maria Cannatella

Lei sola, di Maria Cannatella

Lei sola

Scriveva con l’anima lei, sempre,

nonostante fosse irrequieta.

Ignorata solo per l’egoismo di chi non capiva.

Lei, sempre da sola,

con la sua anima,

erano una cosa sola.

Quell’anima sognatrice,

piena di belle parole,

melodiose ed angoscianti,

allo stesso momento.

Sapeva far piangere, lei,

con le sue poesie,

emozionava chi le leggeva,, l

quasi da far venir i brividi.

Solo così la sua anima era felice.

da oltre le apparenze 2017

maria cannatella@

riservati tutti i diritti

La Giungla, di Maria Cannatella

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di Maria Cannatella

Viviamo in una grande Giungla.

Ammassati, intrappolati, rassegnati.

Una giungla ricca di cattiveria, invece del verde.

Dove una via d’uscita non c’è.

Abitata da malfattori,

arrampicatori sociali.

Gente stravagante, incosciente.

Strapiena la giungla,

di anime incapaci,

di vivere e lottare,

che troppo spesso si arrendono. Continua a leggere “La Giungla, di Maria Cannatella”

Filastrocca della frutta, di Maria Cannatella

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di Maria Cannatella

Filastrocca per tutti i gusti, kiwi o lamponi son tutti frutti.

Arancia, per il mal di pancia, lampone per far passare il febbrone,

la banana, per una vita tanto sana,

una mela perchè piace a Carmela.

Le more che piacciono alle signore,

il mandarino e più succoso, se piccolino.

La melograna, per sbucciarla ci vuole una settimana.

La pera,l’ha sbucciata la Piera.

La pesca, se la tieni in frigo è bella fresca.

Mirtilli, ribes e fragole, quando le mangi sembrano favole..

Mangiandola e gustandola, 

tanta buona frutta,dobbiamo mangiarla sempre tutta.

Sia da tagliare che da mangiare, e un piacere doverla sbucciare.

@maria Cannatella

da filastrocche. riservati tutti i diritti.

foto: www.lacucinaitaliana.it/

Racconto di me (MARIA), Maria Cannatella

Racconto di me (MARIA), Maria Cannatella

Maria Cannatella

Parlo di me con chi mi capisce,

sa apprezzarmi e rispettarmi.

Piango di me,

quando i miei silenzi,

diventano neri abissi.

Quando la nostalgia,

cattura la mia anima.

Canto con me,

perchè amo le belle canzoni,

quelle che mi fanno emozionare,

le stesse che mi fanno sognare e piangere. Continua a leggere “Racconto di me (MARIA), Maria Cannatella”

Mi piace stare seduta, di Maria Cannatella

Mi piace stare seduta, di Maria Cannatella

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Mi piace stare seduta,

rimanere io da sola,

con una penna in mano tra le dita.

Mi piace mostrare la mia anima,

raccontandola su un foglio con una penna.

Mi piace ascoltare il silenzio,

sopratutto al mattino,

quando tutti ancora dormono,

ed io mi ritrovo a pensare,

ricordi e sogni lontani.

Mi piace ascoltare la musica,

lei mi riempie il cuore di sentimenti,

facendomi sognare ancora di più.

Mi piace davvero ,

osservare dalla  finestra di casa mia,

soltanto per sentirmi libera,

una libertà di immaginazione assoluta,

come se fossi io da sola,

in questo mondo frantumato. Continua a leggere “Mi piace stare seduta, di Maria Cannatella”