Povertà e Ricchezza Storie di Alberto C.

Solo due parole, prima di tornare alla riunione docenti, dopo ore di scuola. Stamattina all’alba, attraversando con il treno la pianura, guardavo all’estremo orizzonte le montagne bianche di purezza nevosa, scintillanti, remote e lontane come un miraggio, come un sogno. Le nubi illuminate dai riflessi dell’aurora erano rosso fuoco, come fosse il tramonto e così la neve dei monti. Io, prigioniero del treno e del dovere guardavo questo spettacolo malinconicamente.

Non ancora alla fine della giornata, si sta facendo sera, tra poco sarà notte. Quando tornerò a casa sarà tutto nero, come quando ero partito.

In mezzo una giornata intera che non ho vissuto e che nessuno mi tornerà indietro. Sommato a tante altre giornate simili moltiplicato per settimane, mesi, anni e così sarà anche in futuro. La visione del paesaggio incantato, quasi tolkeniano, che non ho potuto toccare e non lo vedrò mai più in questa prospettiva mi ripaga…

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