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di Cristina Saracano. Alessandria

Oggi, martedì grasso, coincide con il termine del Carnevale, inteso come festa religiosa, essendo domani per la Chiesa Cattolica la giornata delle Sacre Ceneri. Il nome “carnevale” deriva da “eliminare la carne”, per prepararsi a una forma di digiuno, soprattutto per quanto riguarda i cibi dolci, da osservare per i cattolici per il periodo della Quaresima.

Il Carnevale ha anche delle origini pagane lontanissime: bisogna infatti risalire alle cosiddette celebrazioni dionisiache (Grecia) e saturnalie (Roma), tipiche feste dove con banchetti, balli, canti, il caos poteva sostituire per una giornata l’ordine costituito. Il periodo in cui avvenivano questi riti era più o meno lo stesso del nostro carnevale: l’avanzare dell’inverno, l’allungarsi delle giornate, il risveglio della terra dal torpore e l’inizio della semina per raccogliere i frutti e i fiori primaverili.

Il carnevale è una festa internazionale: in Italia i carnevali più noti sono:

il carnevale di Venezia, iniziato nel 1797, celebra ogni anno maschere e costumi di straordinaria bellezza;

il carnevale di Viareggio, nato nel 1873, con la splendida sfilata di carri allegorici e satirici;

il carnevale di Ivrea, con la famosa battaglia delle arance che ricorda una rivolta dei cittadini contro la nobiltà;

il carnevale di Putignano, nato come giorno di riposo dei contadini prima di rimettersi al lavoro, soprattutto come viticoltori, in questa giornata, appunto, non lavorano, cantano, danzano e mangiano soprattutto dolci;

il carnevale di Acireale, con una stupenda sfilata di carri infiorati, carri coi fiori sfilano anche in Costa Azzurra e in Italia nella zona di Sanremo.

Il carnevale ambrosiano si svolge a Milano sempre con quattro giorni di ritardo rispetto al martedì grasso perché narra una leggenda che Sant’Ambrogio, vescovo della città, fosse in viaggio e quindi si dovette aspettarlo per festeggiare.

Con o senza frittelle o maschere, buon carnevale a tutti!