Ismail Kadare, L’aquila. “E se tutto questo fosse soltanto frutto della tua fantasia?”

Blog di Pina Bertoli

All’inizio, disse a Maks, avrebbe pensato con nostalgia a tornare su. La sua mente sarebbe sempre stata volta in quella direzione. Poi, pian piano, avrebbe scoperto che anche lì l’esistenza riservava qualche piacere. Più tardi, avrebbe finito col convincersi che le gioie o i dolori più elementari possono segnare tanto quanto i più sofisticati.

L’aquila, di Ismail Kadare, Longanesi editore 2007, traduzione dal francese  di Francesco Bruno

Il breve romanzo in questione è un’allegoria kafkiana di ciò che significava in Albania, durante gli anni della dittatura comunista di Enver Hoxha (durata dal 1944 al 1985, anno della sua morte) “cadere in disgrazia”, ovvero commettere un qualunque atto o comportamento tale da essere ritenuti pericolosi per la società. Ed è della caduta di Maks – il giovane protagonista del romanzo – che Kadare racconta; e lo fa non attraverso una narrazione realistica, bensì confezionando un romanzo onirico, inquietante, dove il…

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