ladimoradelpensiero

Ti chiamerò “Mamma”,
picchiando le nocche sulla porta del tuo cuore,
in cerca di uno sguardo
che mi parla anche quando decide di tacere.
Ti considererò tale,
nel tumulto dei miei pensieri,
quando nell’attraversarli vi poserai la pace.
Ti sceglierò,
giorno dopo giorno,
chiedendoti di restare,
di scrivere, a quattro mani,
il romanzo di una vita che mi accingo ad attraversare.
Sei e sarai “mia madre”
per una scelta impalpabile,
che non sempre ci è dato di capire,
per dare valore ad una trapunta,
il mio riparo,
che solo il tuo cuore avrebbe potuto cucire.
– Carla –

A tutte le donne che Dio ha reso madri di ogni piccola o grande vita in cerca di amore.
La sterilità non è un castigo ma una opportunità, ricevuta per realizzare che anche un ramo secco può fiorire.

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