SE UN POETA

Alexandra Bastari

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Mi chiedo se un poeta
– un moderno poetastro –
debba vergare i suoi versi
attingendo dalle lacrime:
la sua penna non saprebbe scrivere
da inchiostro meno pietoso?
Non basterebbero laudi pagane?
Quanti inni e quanti pianti
deve contenere il mio diario lirico?
In che proporzione gli uni verso gli altri?
Senza il tripudio delle periferie,
senza la baraonda della notte,
senza il freddo di un abbraccio assente
su cosa potrebbe affidare la poesia?
Trasumanando in queste aristocratiche sensibilità
alla ragione è imposto di star muta;
che non interferisca con il rigoglio illogico
delle mie parole!
esse verranno pescate dai pozzi più sudici.

Ma se dovessi scegliere
tra la capacità di dare coscienza ad ogni parola,
di accostare ad ogni suono
un significato inedito,
e la felicità,
sceglierei la serena stupidità.
Il movente: risparmiarmi la pazzia.

(19 febbraio 2019)
Giuditta Michelangeli

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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