“Le Lettere estive”

Noir

Amavo scrivere lettere, da dov’ ero. L’estate era il momento delle lettere. Lasciavo i miei pochi amici per parecchio tempo dunque non potendo fare diversamente, usavo la posta.

Scrivevo km di carta leggera per via del fatto che non dovevano superare un certo peso.

Raccontavo di dov’ ero (sempre un posto diverso) e delle nuove persone che incontravo cammin facendo.

La distanza andava in qualche modo rattoppata, ne avevo bisogno per lenire la nostalgia che sentivo, per sentirmi ancora parte di ciò che avevo lasciato. Sapevo che sarei tornata ma dopo molto quindi, quel collante fatto di parole, carta e penne, serviva proprio per disegnare un ponte virtuale di vicinanza e compartecipazione.

L’estate era fatta di pezzi, lingue diverse, case diverse, gente sempre diversa e io non facevo altro che sentirmi recisa dal mio vivere.

Quelle lettere, tante se ci penso, scritte su carta velina se necessario, chiudevano bocche, aprivano…

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