almerighi

Fredda all’inizio, piena
di pietre piatte e scivolose.
Attrae fino alla sete.

La temperatura trova equilibrio,
quasi in fretta, meno nuda
mano a mano mi riveste.
Gli uccelli rasentano
in cerca di pranzo,
oppure siedono
abbandonandosi al moto.

Si intravedono graziosi pesci;
il fondo è ricco, qualche vegetale
imita la grazia di Nureev.
Divento più giovane.
Mia madre
mi porta ancora e attende
che ogni suono si allontani
fino a svanire.

Mi applico
con talento da nuotatore
battendo le ali
con mani da fabbro.
Evaporano limiti e confini.

Dolce sentire
il mare dentro.

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