cipriano gentilino

Nel nome del tuo dio consueto

e dei tuoi figli non contemplati

degli spiriti furtivi nel grembo,

con mani arruginite tenti specchi

frastagliati dei tuoi volti e denti

vuoti sorridono ebeti alle scarpe

rattoppate, ai libri lisi al testardo

orgoglio tarlato dei padri futili, e

mi allucini ad ogni Natale per un

figlio già nato e non lo sapevamo.

E così sia.

ⒸCipriano Gentilino

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