Manovra, il piano di Savona: “Debito giù grazie al Pil che crescerà del 3%”

Manovra, il piano di Savona: “Debito giù grazie al Pil che crescerà del 3%”

Il ministro per gli Affari europei Savona spiega i dettagli del Def approvato dal governo: “Il deficit al 2,4% è sostenibile”

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Raffaello Binelli – Dom, 30/09/2018 – 11:20 http://www.ilgiornale.it

Nei progetti del governo (o secondo un altro punto di vista nei sogni) c’è una crescita del 3% nel 2019.

Il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, lo dice in un articolo a sua firma pubblicato dal Fatto Quotidiano. Quello che emerge subito è la forte differenza di vedute rispetto a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista al Sole 24 (“puntiamo a una crescita dell’1,6% nel 2019”.

Savona spiega così il proprio ragionamento: “L’anno in corso dovrebbe registrare una crescita reale dell’1,5% e le previsioni di consenso per il 2019 sono nell’ordine dell’1%”. Poi prosegue: “Se non si vuole un peggioramento dell’economia e un aumento delle condizioni di povertà e di disoccupazione occorre attivare nuovi interventi di politica fiscale. L’ideale sarebbe quello di attivare massicci investimenti, nell’ordine dei risparmi in eccesso degli italiani, pari a circa 50 miliardi di euro, presenti da alcuni anni nella nostra economia. Occorre riavviare il secondo motore della nostra economia, quello delle costruzioni, il cui spegnimento ha largamente contribuito alla crisi. Le condizioni di realizzazione di questi investimenti sono state trascurate, ponendo vincoli interni ed esterni alla loro realizzazione”.

“È ragionevole pensare – sottolinea Savona – che nel solo 2019 si possa raggiungere un aumento degli investimenti nell’ordine di almeno l’1% di Pil, di cui la metà su iniziativa dei grossi centri produttivi di diritto privato dove lo Stato ha importanti partecipazioni. Se così fosse, l’incidenza sul disavanzo sarebbe nell’ordine di 0,5 per cento, senza tenere conto del gettito fiscale che questa nuova spesa garantirebbe. A tal fine, oltre ai provvedimenti già indicati nella Nota di aggiornamento (rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali, maggiore efficienza dei processi decisionali a tutti i livelli della pubblica amministrazione, modifiche al Codice degli appalti e standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato), opererà costantemente una Cabina di regia a Palazzo Chigi per intervenire sui punti di blocco o di ritardo”.

“L’attuazione di questi stimoli alla domanda aggregata, tenuto conto dei moltiplicatori della spesa – spiega il ministro – può portare a una crescita nel 2019 di circa il 2% e crescere ancora di mezzo punto percentuale all’anno, raggiungendo quella soglia minima del 3% necessario per guardare al futuro dell’occupazione e della stabilità finanziaria del Paese che una crescita intorno all’1% annuo non garantirebbe”

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