Inquieto l’ostaggio delle mura

Il mio cuore nudo

Inquieto l’ostaggio delle mura

nella culla della storia,

da clandestine parole perdute,

non c’è il fuoco che arde,

solo cenere e qualche pensiero

trasparente per essere sentito

sopra pagine bianche,

che ancora rimangono bianche.

La penna non ha più presa sento che sfugge dalle mani

è scivolata sotto la scrivania.

Gli occhi che immortalano macerie e i cocci

di qualcosa che forse è evaporato oppure

era solo un sogno che si era dimenticato di finire.

Disteso, sconfitto, colpevole di aver imbrattato

l’infinito di cornici e stupidi pensieri.

Dallo sguardo ingenuo, non di un bimbo appena sveglio,

ma quello di mio padre quando mi guardava e non vedeva.

Il peso infinito s’aggrappa alle nuvole,

dalle spalle alle caviglie.

Queste vene di puro spirito che vive negli occhi,

attraverso il riflesso del viso

nello specchio d’acqua,

dopo il temporale mattutino

e si spande e cambia forma

cambia colore dietro

punti di domanda…

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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