Racconti della Controra

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1) Camino, scaldo i piedi.

“Il cimitero è il luogo in cui si compie la dimensione ossimorica dell’assenza/presenza.

Mi sento sola e allo stesso tempo piena di assenza, che forse è la stessa cosa. Così come se dicessi che sono circondata dalla presenza di nessuno, perché tutti sono altrove. 

Nel cimitero non vi è nessuna emozione insulsa, nemmeno la paura, solamente immobilità e fiori di tessuto sbiadito. Non c’è nessun altro a parte il simulacro di ciascuno ed io mi sento parte integrante di quel vuoto se considero il mio corpo, all’interno di quello spazio, un simulacro di me stessa.

Io sono la mia stessa tomba, i miei capelli sono fiori finti posticci. Ma io sono lì, e non ci sono. Faccio parte di un nulla strapieno di aria e fuochi fatui.”

(Messaggio del 18 Gennaio 2017, bruciato)

2) Schiapparo, sul letto. Ore 20 circa.

“È impressionante il cambio di…

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