Intervista alla poetessa Mariangela Ottonello, a cura di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Mariangela Ottonello, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare per i lettori un intervista alla poetessa Mariangela Ottonello che risponde alle nostre seguenti domande:

Mariangela Ottonello

Mariangela ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nata a Campo Ligure (GE) il 10/05/1961. Nel 1983 mi sono sposata e vivo a Masone (GE), un grazioso paese immerso nel verde, a 403 m di altitudine.

Mi sono diplomata nel 1979 all’Istituto Magistrale S. Caterina di Ovada (AL). Ho praticato pochissimo l’insegnamento, solo due anni di doposcuola. Mi sono dedicata  alla famiglia ed ho collaborato con mio marito nel bar pasticceria gelateria di cui è proprietario e che gestisce insieme ai due fratelli. Ho quattro figlie e tre nipotine.

La zona in cui vivo è il centro storico di Masone, il Paese Vecchio, situato su una collina dalla quale si gode una magnifica vista sull’abitato che si estende nella valle sottostante. In Piazza Castello ha sede il Museo Civico Andrea Tubino, che raccoglie oggetti antichi e attrezzature che venivano utilizzate per la lavorazione del ferro. Nel periodo natalizio si può visitare in questi locali il bellissimo presepe meccanizzato.

Ogni anno vengono esposte raccolte fotografiche di grandi autori. Nel sottotetto è stata ricavata una sala dove si è svolta, tra le altre manifestazioni, anche la presentazione del mio libro di poesie. Nell’adiacente Giardino dei Monaci si organizzano durante la stagione estiva spettacoli musicali, cabarettistici e rinfreschi per matrimoni.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere poesie nel gennaio del 1972. Frequentavo la quinta elementare. Mi piaceva molto leggere e in particolare ero affascinata dalle liriche dei poeti classici. Durante una lunga permanenza a letto a causa di un’ingessatura,

ho sentito il bisogno di scrivere. Il mio stile, dapprima acerbo, è maturato con me. Compongo in versi sciolti, raramente in rima o usando la metrica tradizionale.

Do molta importanza alla musicalità, elemento che rende la poesia gradevole all’ascolto.

Ci vuoi definire il termine poetessa?

Il termine “poetessa” descrive una persona capace di cogliere con la propria sensibilità l’anima di ogni cosa. Attraverso l’osservazione, la realtà viene interiorizzata e vagliata attraverso le sensazioni del cuore, per poi tramutarsi in versi.

Ci vuoi parlare della tua silloge “Un breve preludio d’eternità”?

Il titolo della silloge è tratto da una poesia in essa contenuta. “Un breve preludio d’eternità” è la metafora della vita, la quale, per lunga che sia, passa così in fretta che non ce ne rendiamo conto. Per questo considero la nostra esistenza come una piccola porzione di tempo se paragonata all’eternità.

Il libro, pubblicato dalla Pluriversum Edizioni di Ferrara, contiene 50 poesie.

I temi trattati sono: la bellezza della natura, il sentimento d’amore, le emozioni, l’attenzione verso gli altri, la mia filosofia sulle realtà della vita e della morte e infine storie ed immagini dettate dalla fantasia.

Il linguaggio con cui mi esprimo vuole essere comprensibile a tutti, perché ritengo che l’interesse dei lettori calerebbe se trovassero difficoltà di interpretazione.

Quanto tempo dedichi al giorno alla scrittura e quali sono i momenti nei quali preferisci scrivere?

Non c’è un tempo stabilito per dedicarmi alla scrittura. Tutto dipende dall’ispirazione, che è variabile ed imprevedibile. Ci sono periodi molto creativi e altri di pausa. Generalmente la mattina presto sono più predisposta a comporre versi, ma mi capita sovente, durante la giornata, di appuntare parole su un foglietto di carta, per poi riprendere a scrivere in un secondo momento. Qualche volta scrivo di getto, ispirata da una foto che ho scattato. Le immagini sono molto importanti: scavano dentro di me.

Che libri leggi solitamente?

Mi piacciono la narrativa e i gialli. In particolare amo Nicholas Sparks e Andrea Camilleri.

A tuo avviso che mondo sarebbe senza scrittori e poeti?

Sarebbe un mondo rigido, governato dalla razionalità, ma privo di emozioni e fantasia. La scrittura e la lettura sono necessari, insieme all’arte e alla musica, per nutrire lo spirito.

Solitamente quali canali usi per comunicare quello che scrivi e chi volesse leggerti dove ti può trovare?

Pubblico da diversi anni sul social Google Plus, dove sulla pagina del mio profilo c’è una sezione dedicata alla poesia dal titolo “Con gli occhi dell’anima”.

https://plus.google.com/u/0/collection/MMEJU

Mi sono iscritta a Facebook nel 2017. Posto sulla mia pagina e su vari gruppi chiusi o pubblici.

https://www.facebook.com/mariangelaottonello.m.vigo

Quali differenze ci sono tra uno scrittore e un poeta?

Uno scrittore usa la prosa, un poeta i versi, ma entrambi sono accomunati dalla capacità di esprimere i contenuti e le emozioni che hanno dentro. La scrittura richiede maggiore impegno e continuità, mentre la poesia è più immediata e concisa.

Cosa ti senti di consigliare a chi volesse iniziare a scrivere?

Penso che occorra partire da una buona conoscenza della lingua italiana, delle regole della grammatica e della sintassi. La predisposizione alla scrittura è indispensabile, ma sono altrettanto importanti l’esercizio quotidiano e la volontà di migliorare. Occorre leggere molto, riflettere, elaborare, creare uno stile personale.

Secondo te cosa pensa oggi la gente dei poeti, degli scrittori e della cultura in generale?

A mio parere, la gente considera i poeti e gli scrittori come persone fuori dall’ordinario, a volte oggetto di ammirazione, altre di invidia. La cultura ha un valore speciale, che andrebbe perseguito nel tempo, anziché essere relegato alla pura esperienza scolastica. Non si legge più come una volta. La poesia viene sottovalutata perché a suo tempo non ci è stato insegnato ad amarla. Studiare le poesie a memoria era un esercizio puramente mnemonico, che non coinvolgeva emotivamente.

Molta gente rifiuta di avvicinarsi alla poesia, temendo di non comprenderla.

Ci vuoi dire la tua opinione sulla politica italiana, relativamente alla gestione della cultura e dei beni patrimoniali del nostro paese?

Una domanda difficile. L’Italia è la culla dell’arte e della cultura e questo, mi spiace dirlo, è apprezzato molto di più dai turisti stranieri. Ho l’impressione che i nostri connazionali non siano abbastanza sensibilizzati riguardo a questo argomento. La tv, ad esempio sarebbe un mezzo efficacissimo per diffondere l’amore per la cultura, ma purtroppo si dà spazio a programmi più futili, che impoveriscono, anziché arricchire la mente delle persone.

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Naturalmente continuerò a scrivere, magari sperimentando nuove cose.

Sto ultimando un romanzo al quale lavoro da anni, purtroppo saltuariamente. È un progetto ispiratomi da un luogo reale che ho visitato durante una vacanza in Toscana. Una vicenda che alterna momenti descrittivi, intimistici, romantici, avventurosi, drammatici e di suspence.

Infine, vuoi regalare una poesia ai lettori del blog?

Volentieri! Vi presento una poesia contenuta nella silloge:

                              RICORDI D’AUTUNNO

                       Un grappolo di uva settembrina

                        luccica bionda nell’ultimo sole.

                 La mangio chicco a chicco e lentamente,

                       giorno per giorno se ne va l’estate.

                                       Autunno:

                       dolce malinconia che mi sorprende.                                                                                                    

                               Ti cerco come la culla

                                   dei miei ricordi.

                                       Autunno:

                      pianto d’amore è la tua pioggia,

                                   triste canzone.

                           Ti cerco come quel passo

                            che mi veniva incontro,

                                   come le mani    

                       che tra le mie mi davano tepore.

                          Fiaba d’argento è il fiume,

                              limpido nel tramonto.

                               Scorre il suo canto

                             nel silenzio d’allora.

                              Sul nostalgico corso

                               dei miei pensieri

                           veglierà a notte fonda,

                                  alto nel cielo,

                      l’immobile stupore della luna.

                             Mariangela Ottonello

foto libro: https://www.libreriauniversitaria.it

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